Visualizzazione post con etichetta Viva la noche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Viva la noche. Mostra tutti i post

mercoledì 27 agosto 2014

Il Giovane Werther

Pubblicato da Psy alle 03:42 0 commenti
Antefatto, ove un nobile gentiluomo diventa un animale selvaggio.

Il Gorghenfest è uno degli appuntamenti imperdibili annuali; ovvero una delle 275 feste a cui ritengo di non poter assolutamente mancare senza che la mia vita sociale ne risenta in modo catastrofico. Tuttavia, la presenza di una particolare attrattiva incrementa il suo tasso di interesse del 200% rispetto ad altri eventi analoghi: la partecipazione (quasi) certa, ogni anno, del Giovane Werther.

Il baldo giovine in questione è una delle persone più intelligenti che conosca... Almeno da sobrio.
Wikipedia impallidisce innanzi alla sua accuratezza storica e l'Accademia della Crusca si inchina alla forbitezza del suo linguaggio. A noi comuni mortali non resta che pendere dalle sue labbra (dizionario alla mano) e cercare di coglierne la saggezza.

Cotanta raffinatezza di pensiero può diventare un fardello difficile da sopportare per un fanciullo sensibile come il Giovane Werther, che si vede dunque costretto ad annaffiare periodicamente i suoi neuroni con vino di pessima qualità per poter sostenere una conversazione paritaria e normale con i suoi coetanei. Quest'azione benefica nei confronti del genere umano non viene certo lasciata al caso, ma è frutto di meticolosi studi che hanno portato a deduzioni su quale sia il miglior rapporto gradazione alcolica/prezzo, disinibizione/possibili danni permanenti, ecc.
Purtroppo, per quanto questi studi possano essere basati su solide basi scientifiche e per quanto il giovanotto in questione sia uno spirito brillante, i risultati di tali esperimenti non sono sempre quelli sperati.

Fu così che, durante la festa in questione, il Giovane Werther divenne a un tratto il Giovane Hyde.

La tragedia, ovvero come una gentil fanciulla abbia a pentirsi delle proprie fantasticherie

Con movenze scimmiesche si strappa di dosso i vestiti e si getta sulla folla di poganti, scaraventando in aria virilissimi corpi metallari come fossero piume, mentre un inarrestabile fiume di sudore si lancia in picchiata dalla sua fronte abbattendo tutto ciò che gli sta intorno.

Camuffata tra la folla, seguo lo spettacolo con interesse, fantasticando su quei pettorali vigorosi che fanno bella mostra di sé sotto ciò che rimane della sua maglietta. Persa nei miei pensieri, non realizzo di essere stata scoperta.

Mi sveglio di soprassalto quando un pollice opponibile attraversa la mia fronte dicendo «Simba» con tono mistico, mentre mi unge con quello che deduco essere il sudore rimasto sulla sua fronte. Mi accingo a parlare per manifestare la mia disapprovazione, ma il Giovane Hyde mi ha già afferrato per un braccio e mi trascina in mezzo al delirio.
Ogni tentativo di fuga viene sventato da quegli omoni che saltano e sudano e spingono e sudano ancora, facendomi rimbalzare come la pallina di un flipper.
Realizzando che il suo braccio accorre in mio soccorso ogni volta che un paio di anfibi numero 47 sta per sacrificare la mia testa al dio Metal, inizio a rilassarmi e a godermi quest'esperienza paranormale.
Poi, senza preavviso, mi accorgo che il Giovane Hyde non è più nei paraggi e di essere dunque in balia del destino.

Conclusione, in cui la protagonista è confusa

Terrorizzata, mi appallottolo sperando che la sorte abbia pietà di me e chiudo gli occhi per non vedere la fine che si avvicina.
All'improvviso mi sento più leggera e mi sembra di volare nell'aria: è successo, sono morta.
Apro lentamente gli occhi.

Davanti a me l'impeccabile Giovane Werther mi fissa attraverso il suo impeccabile monocolo con aria di impeccabile disapprovazione. Scuote lentamente la testa.

«No, no, no. Signorina, non Le hanno forse insegnato che è pericoloso per una pulzella tentar la via del pogo? Per piacere, stia attenta.»

Attonita e sbigottita, mi allontano senza emettere suono.
Sul mio cervello galleggia la scritta Con l'alcol ho chiuso.

sabato 24 maggio 2014

Sogni liceali

Pubblicato da Psy alle 12:22 0 commenti
Agosto 2007, sabato

Ho finalmente trovato un fidanzato, Jacopo, il primo della mia vita. Sono così felice da trascorrere insieme a lui la totalità della mia giornata e sentire comunque che mi manca l'aria quando non c'è. Saltello per il mondo ricoperta da uno strato di gioia molesta: avere 18 anni ed essere in cima al mondo.
Questo fine settimana ci sarà una festa in montagna. Lui, purtroppo, non può venire con me, ma lo rivedrò il lunedì mattina. Avverto comunque la necessità di fare cose indicibili per rubare il suo numero di cellulare, perché chiederglielo era troppo mainstream.
Tra sostanze alcoliche di ogni genere e balli scatenati, conosco un ragazzo bellissimo. Ne sono talmente attratta che temo di sbavare, letteralmente, ai suoi piedi, cosa che lui non manca certo di notare.
Non ricordo come sia successo, se sia stato lui a venire da me o il contrario. Ricordo solo che a un certo punto ci ritrovammo a baciarci in modi decisamente vietati ai minori.
Ci metto solo un secondo a realizzare quello che sto facendo: sto tradendo Jacopo. Disperata, respingo il ragazzo appena conosciuto e mi allontano di corsa, in cerca di consolazione. Trovo la mia migliore amica avvinghiata a qualcuno che non ho mai visto prima e poco più in là, seduta tutta sola, la Capra, un'altra cara amica.
Passo oltre, fino ai boschi, ed estraggo il cellulare. Chiamo ripetutamente Jacopo, dicendogli cose che grazie al cielo non ricordo, in un mare di lacrime. Ad un certo punto mi arriva un suo messaggio in cui mi fa presente che lui dovrebbe dormire perché il mattino dopo lavora. Mi dirigo verso la festa a tutta la velocità che le mie giovani gambe consentono e salgo su un tavolo, dal quale urlo rivolta agli invitati "Ragazzi, abbassate le musica ché Jacopo deve dormire!". Un istante dopo, dormo anch'io, sotto il tavolo, senza capire bene il perché.
Mi sveglio, scoprendo con sommo stupore di essere ancora alla festa, e guardandomi intorno vedo un ragazzo dall'aria familiare. Si avvicina. Oh, ma certo, limonavamo fino a poco fa!
Lo prendo per mano e lo porto sulla panchina ove giace ancora la Capra, in solitudine e con aria triste. So di che cos'ha bisogno. Ordino all'ignoto di sedersi vicino a lei e con tutta la mia delicatezza alcolica faccio sbattere le loro teste una contro l'altra; meno di un secondo dopo le loro lingue si sono già incontrate.

Agosto 2007, domenica

Esco a gattoni dalla tenda, chiedendomi quale malefica divinità permetta che accadano queste cose.
I miei ricordi della sera prima si riducono a un ammasso disordinato di musica, luci e corpi ammassati, su cui non voglio indagare oltre.
Il mondo intorno gira vorticosamente. La mia testa. Nessuno osi parlarmi o potrei commettere qualche reato.
Uno sprovveduto mi si avvicina e mi saluta allegramente. Sto per imprecare e lo fisso per un lasso di tempo infinito, chiedendomi quando e dove l'abbia già visto. Mi ci vuole un bel po' (e uno sforzo creativo non indifferente) per ricollegarlo alle scene osé della sera prima. In quel momento, alle mie spalle, qualcuno accende lo stereo.


Maggio 2014, venerdì

Finalmente, il momento che aspettavo da 7 anni: i Matrioska dal vivo.

giovedì 22 maggio 2014

Pregiudizi

Pubblicato da Psy alle 14:03 2 commenti
E' notte. Per le strade della città non si vede nemmeno un'anima e tutto tace.
Mi avvio a passo deciso, conscia di quale sia la mia meta: ho aspettato tutto il giorno solo questo momento.
Lo vedo all'orizzonte e allungo il passo.
Butto la borsa per terra con impazienza e, finalmente, mi accascio sulla mia panchina in mezzo al verde.
Odio gli spazi chiusi, per cui non ho sognato che questo istante sin dal mattino.
Faccio appena in tempo a degustare la piacevole sensazione dell'aria fresca e il silenzio notturno, quand'ecco comparire innanzi al mio sguardo un ragazzo dall'aria poco raccomandabile.
Carnagione scura, occhi neri. Vedo che mi fissa a lungo e temo che possa avvicinarsi.

Figurarsi se non dovevo beccare il solito disperato, penso tra me e me.

Il giovane si siede su una panchina poco distante, continuando a guardarmi. Facendo finta di nulla, estraggo il mio libro. La luce dei lampione è flebile, ma non intendo rinunciare a questo piacere quotidiano.
Trascorrono una decina di minuti e noto in lontananza un'altra figura poco distinta in avvicinamento. Sospetto che punti nella mia direzione e tiro un sospiro di sollievo nello scoprire che è diretto invece alla panchina su cui siede l'altro ragazzo.
Sono abbastanza vicini da sentirli emettere suoni che per le mie orecchie sembrano versi di tacchino e che presuppongo corrispondano a qualche lingua mediorientale.
Mi guardo intorno valutando la situazione.

Sono completamente sola, in un parco isolato ai confini del mondo, di notte. E se fossero terroristi? Stupratori? Trafficanti d'organi? Cercheranno sicuramente di vendermi come schiava e poi...

Lasciano la loro panchina e puntano verso di me, questa volta non ci sono dubbi.
Sento tendersi ogni muscolo del mio corpo.

E se corressi? Certo, con il mio fisico atletico da cinquantenne mi prenderebbero subito. Potrei urlare. Sì, urlerò. Ma non c'è nessuno nei paraggi, chi potrà mai sentirmi?

Mi salutano con la mano. Ricambio con un cenno della testa. Sembrano innocui.

Ho ben capito. Voi volete provarci! Mai una volta che una si possa sedere su una panchina a leggere un libro senza che voi vi riteniate in diritto di venire ad approcciarla con frasi di dubbio gusto e versi animaleschi, no?

Ora non sono più spaventata, sono infuriata e pronta a rispedirli nel loro paese d'origine, qualunque esso sia, a suon d'insulti.

Chi vi credete di essere? Questo è un paese libero e io leggo dove e quando mi pare!

Pronunciano, rivolti a me, una frase in un italiano stentato di cui non riesco a cogliere il significato. Visibilmente in imbarazzo, mi chiedono se parli inglese. Annuisco, l'espressione impassibile.
E' l'ultimo arrivato a parlare, con un inglese impeccabile e tono gentile.

- Scusaci, non vorremmo disturbarti, ma dato che sei qui tutta sola di notte e che potrebbe essere pericolo ci chiedevamo se ci fosse qualcosa che non va e se possiamo esserti d'aiuto. Magari possiamo chiamarti un taxi?

All'improvviso, tutto d'un tratto, mi sento una brutta persona.


martedì 6 maggio 2014

WTF?!

Pubblicato da Psy alle 12:16 0 commenti
Piove, è buio, fa freddo e tra me e me penso a quanto sarebbe bello avere del tempo libero per dedicarsi ad amene attività, quali dormire. Invece eccomi qui, alla famosa festa degli asparagi di un paese vicino.
Confido, in verità, di non incontrare troppi conoscenti e di poter trascorrere la serata in un angolo nascosto, sonnecchiando su una panchina.
Bastano cinque minuti di tempo per realizzare che il mio programma per la serata verrà certamente stravolto, dato che tutto PaesinoInMezzoAiMonti sembra essere presente all'evento: spuntano facce note anche da dietro i cespugli, offrendo birre, cibo e forme di intrattenimento di dubbia moralità.
Sono circondata e non resta altra scelta che mangiare, bere e ballare per non rischiare di essere trascinata dietro i sovraffollati cespugli.

Essendo PaesinoInMezzoAiMonti un paesino in mezzo ai monti (chi l'avrebbe mai detto), i suoi abitanti sono il risultato di generazioni e generazioni di gente di montagna, cresciuta a suon di mele, vino e bestemmie, per cui le manifestazioni d'affetto sono difficilmente conciliabili con il loro carattere. Tranne questa sera.

Accolta da calorosi abbracci, mi ritrovo a passare di mano in mano come un morbido peluche, sentendo frasi quali «Io non abbraccio mai, ma mi fai troppa tenerezza». Mi annuso, per verificare se emano qualche strano odore, ma la ritengo un'ipotesi poco probabile. Volano dichiarazioni di persone viste forse due volte, che tuttavia ritengono di essermi molto affezionate e manifestano il loro sostegno emotivo. Inizio a chiedermi se sto sognando e mi pizzico un braccio: sono sveglia.

Capisco che la crisi ormonale non colpisce solo me, ma anche La Rossa, nota per la sua scarsa propensione al contatto fisico, quando la ritrovo tra le braccia di un giovane vichingo, intento in dichiarazioni d'amore.

Inizio a nutrire il forte sospetto che ci sia qualcosa di strano negli asparagi; è l'unica spiegazione plausibile.
Intimorita, striscio verso la porta, tentando la fuga, ma il mio tentativo non passa inosservato e in attimo sono circondata da una nuova forma di zombie.
Allo stremo delle forze, alzo bandiera bianca e mi accascio a terra, soccombendo al potere dei loro abbracci. Con la mente ormai ottenebrata dalla morte imminente, le ultime parole che sento sono «Oggi sei molto bella e pensa che ci provo con te solo una volta ogni due anni quindi potresti anche farmi un favore standoci, anche se poi va sempre a finire che mi tratti come una pezza, facendomi tornare alla realtà e passa tutto».

domenica 6 aprile 2014

Drogata schifosa

Pubblicato da Psy alle 07:32 0 commenti

19.20   Mi viene offerta una birra. Valuto mentalmente i pro e contro: devo ancora riprendermi dalla sera precedente, ma proprio per questo, che differenza potrà mai fare una singola birra? Accetto.
19.40   Dichiaro ufficialmente «Questa sera non bevo!»
19.41    Mi si fa notare che stringo ancora una birra tra le mani.
20.30   Sono vagamente consapevole di aver bevuto mezza bottiglia di vodka.
21.34   Io e giovane fanciulla recentemente conosciuto di cui non riesco a ricordare il nome (Jessica?) entriamo e ci appostiamo sotto palco.
22.18   Io e Alessandra (sono quasi sicura che si chiami così) veniamo raggiunte da La Rossa e altri persone e che non riesco a identificare.
23.01   Appoggiata contro un bagno chimico rido fino alle lacrime, abbracciata ad Antonia, la ragazza che non sa il suo nome. Ho un remoto ricordo di strani fatti avvenuti nell'ora precedente.
23.27   Mi ritrovo a ballare abbracciata a un palo.
23.29   La musica ha smesso di suonare. Al suo posto sento il dj che sussura «meow» al microfono in varie tonalità. Ballo dunque come un gatto al ritmo del suo miagolio.
23.30   Osservo le facce de La Rossa e Jessica (ne sono certa, l'ho sentito dire prima) e scoppio a ridere.
23.31   Dato che ormai sono le 5 di mattina, inizio a vestirmi per uscire e tornare a casa. E' stato bellissimo ma devas tante ballare tutte queste ore.
23.32   Mi si fa notare che stiamo ballando da circa 3 minuti. Per tutta risposta, scoppio a ridere.
23.48   Presa da fame chimica, mangio circa 100gr di cioccolata in forma di ovetti pasquali.
23.49   Presa da fame chimica, mangio un panino con lo speck.
23.50   Presa da fame chimica, mangio un panino prosciutto e formaggio.
23.52   Sento chiaramente la musica che fa «Sangre de toro, carta nevada, pina colada. Tequila boom boom».
23.53   Mi stupisco che dopo 10 minuti abbondanti, stiano ancora suonando Tequila boom boom.
23.54   Mi stupisco che in un evento di musica goa e dubstep, mettano Tequila boom boom. Manifesto le mie perplessità a Jessica. Jessica ride.
23.55   Rido anch'io, senza sapere perché.
23.56   Mentre cerco di contenere le risate, Jessica mi spiega che non hanno mai suonato Tequila boom boom. Me ne stupisco.
01.15   Mi chiedo perché sia così tardi e dove siano finiti tutti quanti. Inizio a cercare.
01.17   Vedo un viso familiare. Certo, questo ragazzo lo conosco e mi sta anche molto simpatico. Gli voglio un gran bene, anzi. Non riesco a ricordare chi sia, ma di volergli bene, perciò decido di dimostrarglielo con un bacio. Mi avvio verso di lui, decisa a limonarlo selvaggiamente.
01.18   Realizzo, un secondo prima di mettere in azione il mio piano, che si tratta del fratello del mio ex fidanzato. Batto in ritirata prima di poter fare altri danni.
01.59   Estraggo il cellulare e guardo l'ora.
02.01   Inspiegabilmente, desidero dare vita a una gang bang. Invio un SMS.
02.02   Mi chiedo per quale motivo, dopo 25 minuti non mi sia ancora stato risposto al messaggio. Mi adiro. Guardo l'ora e mi chiedo perché il mio orologio si sia fermato.
02.33   Il mondo è in slow motion.
02.58   La Rossa, come da tradizione ad ogni festa, trova un centesimo.
02.59   La Rossa trova un euro.
03.00   La Rossa trova 50centesimi. Provo un profondo modo d'invidia.
03.30   Spengono la musica, ma io non riesco a smettere di saltellare.
03.42   Alcuni ragazzi ritrovano la propria macchina senza un finestrino. Pezzi di vetro sparsi per terra e nei sedili posteriori fanno sorgere il sospetto che lo stesso sia stato infranto. Capiamo che si tratta chiaramente di un atto razzista e diamo vita a una rivolta per manifestare solidarietà tra compaesani.
04.00   Mi domando dove sono, come mi chiamo, perché sono qui, che senso ha la vita, esiste qualcosa dopo la morte, quanto è profonda la tana del coniglio.
04.01   Mi addormento sul ciglio della strada.
05.00   Inspiegabilmente, mi ritrovo su un treno diretta verso casa. Decido di approfittarne per dormire.
05.02   Mi sembra di sentire le canzoni dei PoP_X (se non li conoscete, cercateli su YouTube! Meritano). Mi scateno ballando sul sedile.
05.03   La Rossa e Jessica mi chiedono cosa stia facendo, senza musica.
05.04   Rido.
05.09   Sto ancora ridendo.
05.14   Scopro che Jessica non si chiama Jessica. Ne resto alquanto delusa. Decido di continuare a chiamarla Jessica.
05.24   Vedo il controllore in fondo al treno. Ricordo di non avere il biglietto e penso cosa fare. Scoppio dunque a ridere.
05.25   Annunciano la fermata di Paesinoinmezzoaiboschi e corro verso la porta, schivando la multa in extremis.
05.26   Mi avvio ballando verso casa.
05.31   Ho l'assoluta certezza di essere inseguita da un serpente. Corro.
05.32   Il serpente ha mollato la presa, dunque ballo per festeggiare.
05.36   Ho l'assoluta certezza di essere inseguita da un bidone della spazzatura semovente. Corro.
05.37   Il bidone si è smaterializzato. Dietro di me non c'è assolutamente nulla. Ballo per festeggiare.
05.39   Ho l'assoluta certezza di essere inseguita da una donna. Corro.
05.42   Realizzo di essere arrivata a casa ballando in tempi da record.
05.43   Incredibilmente, riesco a trovare le chiavi di casa mia.
05.47   Ancora ballando, inizio a scrivere questo post.
07.29   Mi scuso per l'assoluta mancanza di senso, di coerenza logica e grammaticale, per gli errori di battitura e per le carenze ortografiche, se ce ne fossero, ma sono troppo pigra per rileggere e poi... I tasti sono gommosi.
07.31  Mi chiedo perché siano trascorsi due minuti così in fretta e decido che andrò a imburrare il computer. Buona giornata a tutti!

mercoledì 20 novembre 2013

L'età (non) conta

Pubblicato da Psy alle 00:19 0 commenti
E' vero che l'età non conta, ma bisogna pur ammettere che spesso si hanno più cose da condividere con i propri coetanei. Si vivono esperienze simili, si hanno ricordi simili, si frequentano luoghi simili e magari anche le stesse persone, per cui è facile trovare argomenti di conversazione e punti di intesa.
Il problema, però, è che le persone della propria età si incontrano sempre in luoghi che per loro stessa natura favoriscono questo genere di conoscenza. Ovviamente, il luogo per eccellenza è la scuola o l'università. In questo ambito è facile - se non scontato - entrare in contatto con persone con cui si condividono molte cose, oltre alla data di nascita. Così tra una lezione e l'altra iniziano le conversazioni, che portano a frasi del tipo "Stasera esco con degli amici, andiamo in quel posto pieno di altre persone con interessi e dati anagrafici simili ai nostri che potrebbero poi portarti in altri posti con altre persone e via dicendo". Ok, forse non proprio così, ma credo che il concetto sia chiaro.
Ora, la domanda è: che succede quando invece resti fuori da questo circolo virtuoso di conoscenze casuali per un periodo di tempo relativamente lungo, diciamo cinque o sei anni?

E così, eccomi qua. Mi sono lanciata nell'impresa di una nuova carriera universitaria in una città in cui non conoscevo pressoché nessuno con l'assoluta convinzione che, data la mia natura socievole, non avrei faticato ad inserirmi, ma, dopo un anno abbondante, non sta andando proprio come me l'aspettavo. Avevo dimenticato di considerare che in questi cinque o sei anni di ritiro spirituale sono cambiate giusto un paio di generazioni, per cui i miei compagni di classe sono grosso modo tutti del '93. Ora, non voglio dire che il '93 sia stato un brutto anno, sono successe tante cose belle... E' nato mio fratello, ad esempio. Ma, purtroppo ho realizzato di non avere molto in comune con questa generazione. I film che ho visto, le canzoni che fanno parte della mia vita e che credevo sinceramente che fossero quasi un valore assoluto, un bene dell'umanità, loro non sanno nemmeno che cosa siano. E' triste.

Perciò, esclusi i compagni di corso con cui ci sono delle palesi difficoltà di approccio, è iniziata la mia ricerca della generazione perduta: la mia. Dove sono finiti i miei coetanei? Ho cercato nei posti più ovvi, dove mi ricordavo di averli lasciati quando mi sono ritirata dalle scene mondane un annetto fa. Ho girato per discoteche, pub, locali di dubbia reputazione, ma niente da fare. Anzi! Ho scoperto che nemmeno i ragazzi del '93 frequentano più tali posti, ma sono divenuti luogo di ritrovo per fanciulli a cui dovrebbe essere vietato non solo il consumo di alcol, ma anche la possibilità di uscire di casa dopo le dieci di sera.

Insomma, qualcuno mi dica dove vi siete nascosti o a breve i miei post saranno un tripudio di k e di x e i congiuntivi diverranno solo un ricordo remoto xkè io poxxo xD xD. Oh, no! La trasformazione è già iniziata...





Qualcuno mi salvi!


domenica 24 giugno 2012

La notte bianca

Pubblicato da Psy alle 15:15 5 commenti



20.32 - Scendo dal treno e tento di avviarmi verso Piazza Fiera.
20.45 - Tento di avviarmi verso Piazza Fiera.
20.53 - Raggiungo Piazza Duomo.
20.59 - Resto ferma in colonna dietro Piazza Duomo (sì, a piedi).
21.13 - Riesco infine a raggiungere Piazza Fiera e incontro La Rossa. Decidiamo di avviarci verso un bar 20 metri più in là.
21.16 - Siamo ferme in colonna (sì, a piedi).
21.19 - Riusciamo a raggiungere il bar e ascoltiamo il concerto.
22.52 - Inspiegabilmente, compriamo un grammofono.
23.59 - Una birra volante colpisce le scarpe de La Rossa.
00.12 - Il concerto è tristemente finito, per cui decidiamo di cambiare piazza.
00.36 - La Rossa trova un centesimo ed esulta per la sua buona stella.
01.01 - Un bicchiere di vino colpisce le scarpe de La Rossa.
01.13 - Un gruppo di baldi giovani improvvisa un concerto in mezzo alla strada. Allegri giocolieri decidono di animare l'evento con le loro mirabolanti prestazioni.
01.46 - Ordiniamo una piadina saporita, ovvero con prosciutto e salsa ai funghi. Ci viene riferito che le piadine sono finite, per cui ordiniamo una focaccia coi medesimi ingredienti.
01.52 - La nostra pizza con prosciutto e pomodori è pronta. Evitiamo di indagare oltre.
02.28 - La Rossa trova un centesimo ed esulta per la sua buona stella.
02.31 - Un conoscente, chiaramente in fase di delirio alcolico estremo, mi accusa di essere ubriaca.
02.46 - Un bicchiere di birra colpisce le scarpe de La Rossa. Dichiarazione ufficiale: "Sono ubriaca fino alla punta dei piedi."
03.17 - Vengo abbordata da un ragazzo semi-sconosciuto. "Seguo tutti i tuoi blog, amo il tuo modo ironico di scrivere. Io scrivo poesie. Ti va di uscire una sera per parlare di letteratura, arte e dei massimi sistemi? Così senza impegni".
03.42 - La Rossa trova un centesimo ed esulta della sua buona stella.
03.54 - Ci dirigiamo verso Piazza Duomo per fare colazione.
04.05 - "Tu hai fame?" "No. E tu?" "Affatto".
04.08 - Ci sediamo per terra al centro della piazza con caffè e brioche in mano per fare colazione.
04.10 - Uno strano individuo con la maglietta bianca si avvicina furtivamente a noi e urla "BUH!".
04.11 - Uno strano individuo con la maglietta rossa si avvicina furtivamente a noi e urla "BUH!".
04.14 - Compare una valigia in mezzo alla piazza. Si sospetta sia una bomba.
04.17 - Uno strano ragazzo con una maschera carnevalesca di avvicina furtivamente a noi e urla "BUH!".
04.29 - Un ragazzo ubriaco di avvicina alla valigia e tenta di aprirla. Si addormenta nel tentativo. Risvegliandosi pochi secondi dopo, si guarda intorno disorientato e si allontana.
04.46 - Due ragazze si avvicinano alla valigia e tentano di aprirla. Una terza osserva la scena con terrore crescente. "Ragazze, lasciate stare. Potrebbe essere una bomba. Corriamo". Corrono.
04.54 - La Rossa trova un centesimo ed esulta della sua buona stella.
05.03 - Una spazzatrice stradale compare all'orizzonte e punta dritto verso la valigia. La folla urla piena di rabbia e sconcerto. Il mezzo sterza bruscamente all'ultimo secondo. La folla applaude.
05.24 - Trovo un centesimo. Lo regalo a La Rossa che esulta per la mia buona stella.
05.35 - Un gruppo di giocolieri tenta di aprire la valigia con i piedi.
05.41 - Un ragazzo afferra la valigia e se la porta dietro per qualche metro. Poi ci ripensa, la rimette a posto e si allontana.
05.58 - Un gruppo di giocolieri, questa volta scalzi, riesce ad aprire la valigia con i piedi. La folla radunata intorno alla valigia scopre con stupore il suo contenuto: tre fette di brioche e un elastico per capelli.
05.59 - La valigia viene svuotata e si discute sul da farsi. Si decide all'unanimità di riporre al suo interno una graziosa fanciulla.
06.02 - Alzo lo sguardo e osservo basita un ragazzo che porta via la valigia. Mi chiedo se la graziosa fanciulla si trovi ancora al suo interno.
06.17 - Salgo sul treno pieno di cadaveri ambulanti, pronta per tornare a casa.
06.18 - Inizio a scrivere questo post.
06.20 - Mi addormento profondamente.
15.13 - Mi meraviglio nel risvegliarmi nel mio letto e mi chiedo come abbia fatto ad arrivarvi. Accendo il cellulare, noto il post che non ricordavo di avere scritto. Premo "Pubblica".

mercoledì 8 febbraio 2012

The magic number

Pubblicato da Psy alle 20:47 3 commenti
Con un'amica al bar.

Lei: Com'è andato il sabato sera?
Io: E' stato... Interessante. Ho perso il treno per tornare a casa, sono stata abbandonata in un bar dall'amica che mi doveva ospitare e ci è mancato pochissimo che mi ritrovassi a dormire sotto un ponte.
Lei: E come hai fatto a cavartela?
Io: Ho fatto amicizia con un ragazzo...
Lei: Oddio! Non ti sarai mica fermata a dormire da UNO SCONOSCIUTO?
Io: Certo che no. Dopo che ho fatto amicizia con lui, mi ha presentato l'intera squadra di cui fa parte! Erano in nove.

Interviene a questo punto una che passava di lì per caso.

Ignota: Scusa, che cos'hai fatto con una squadra di sconosciuti?
Io (piuttosto in imbarazzo): Mi hanno offerto da bere un bicchierino di vodka alla menta per ciascuno.
Ignota: Quindi nove short drinks. Ok, e poi?
Io: Beh e poi abbiamo ballato moltissimo, con tutti e nove.
Ignota: Ah-ha... E te li sei portati a letto tutti e nove?
Io: Assolutamente no!
Ignota: Wow. Posso avere i loro numeri di telefono, per piacere? E magari anche il tuo, che ne dici?
Io: Certo, naturalmente, ma... Tu chi sei?!

venerdì 3 febbraio 2012

Ironia della sorte

Pubblicato da Psy alle 21:56 5 commenti
La giornata è stata un disastro fino a adesso. Io e il Cinico abbiamo girato da una parte all'altra del trentino, prendendo clandestinamente treni, autobus e qualunque mezzo di trasporto siamo riusciti a recuperare, nella speranza di mettere insieme un programma decente per la serata. Ma ora... È giunto il momento di far sì che tutte quelle corse siano valse la pena.

Non sono ubriaca, ma mi sento inebriata ed euforica. Invincibile. Ballo da sola, fregandomene del resto del mondo. Non sento e non vedo nulla: siamo solo io e la musica.
Sono talmente persa nel mio mondo che non mi accorgo nemmeno di essere circondata da un gruppo di ragazzi finché il Cinico non me lo sussurra all'orecchio. Mi guardo intorno per la prima volta: vicino a me ci sono 3 ragazzi.
Lo so, sono stronza... Ma per il resto della serata mi sono divertita a sedurne uno, a turno, e quando la situazione iniziava a farsi pericolosa e rischiava di sfuggirmi di mano, scappavo passando al prossimo.
Il Puma, che era uno di questi tre, quando ha capito che gioco stavo facendo, ha lasciato perdere ogni tentativo di approccio nei miei confronti e si è concentrato su un'altra preda, una ragazza dai capelli rossi piuttosto carina. Perciò ho smesso di giocare e sono tornata a ballare da sola nel mio angolino, senza curarmi degli altri.
Sono risorta solo quando ho sentito qualcuno che mi afferrava la mano, mi trascinava in un angolo e mi baciava sulle labbra.
Ero confusa e ci ho messo molto a capire di chi si trattasse. E' stato chiaro solo quando mi sono staccata un secondo e ho colto la rabbia negli occhi del Puma: era la sua preda.

mercoledì 25 gennaio 2012

La regola dell'amico

Pubblicato da Psy alle 15:43 3 commenti
Usciamo io e il Cinico da soli.
Entriamo in un locale affollato e ci tuffiamo subito in mezzo alla pista con un bicchiere in mano.
Mi chiedo che aspetto avessimo, visti da fuori, perché un gruppo di uomini allupati mi circonda, offrendomi vari cocktail colorati che profumano di fragola; mentre una biondina lo tira per la cravatta e cerca di sedurlo. Ce ne infischiamo altamente di ogni tentativo di corruzione esterno e torniamo a volteggiare insieme a ritmo di danza kuduro (come siamo dèmodè).

Molte canzoni e qualche drink più tardi, usciamo dal locale abbracciati e facciamo ritorno alla macchina.
Mi chiede di trovare un posto appartato dove poter parlare perché ha delle cose da dirmi e, senza aspettare la mia risposta, monta in macchina, avvia il motore e punta dritto verso le campagne (avete presenti le campagne del Trentino? Sono un intricato labirinto di vigneti, che consente ai giovani da generazioni la possibilità di appartarsi con un minimo rischio di essere scoperti).

Spegne la macchina in un punto talmente nascosto che a me le sue intenzioni sembrano più che evidenti, per cui cerco di assumere (a fatica, date le dimensioni ridotte della macchina) una posa da femme fatale e di fare uno sguardo ammaliante, anche se nel buio della notte non so quanto riesca ad apprezzare i miei sforzi. Attacca a parlare di una conversazione rimasta in sospeso qualche giorno prima, poi di temi di grande spessore culturale e infine anche di gossip cittadino.
Io inizio a spazientirmi. Controllo l'orologio. E' già passata più di un'ora da quando siamo arrivati in quel posto. Non ne posso più e decido di passare all'azione.

Senza preavviso, gli salto addosso.
La sua prima reazione è stata di vago stupore, poi si è rilassato e si è lasciato coinvolgere.

Dopo una decina di minuti mi ha allontanato da sé. Ero confusa, non capivo cosa intendesse fare... Finché non è scoppiato a ridere.
Il mio orgoglio ne ha sofferto moltissimo (soffre tuttora).

Accortosi del mio stato d'animo mi ha chiesto scusa dicendo:
Mi dispiace, stella, ma proprio non ce la faccio. Siamo troppo amici, mi sembra di baciare mia sorella!

... Mi sembra quasi di vederlo, Max Pezzali, stravaccato sul sedile posteriore. Ce la vedo, la sua faccia sghignazzante, mentre inizia a cantare...


lunedì 23 gennaio 2012

Incubi floreali

Pubblicato da Psy alle 19:55 3 commenti
Io non amo i fiori. Da piccola mia mamma mi proibiva di tenerli in casa perché diceva che profumano di cimitero e che le ricordano i morti.
Credo che mi abbia creato un trauma, per cui ricevere dei fiori mi mette in imbarazzo e non so mai come reagire.

Sono convinta che il mio karma sia un diavoletto burlone che si diverte a mettermi in difficoltà, altrimenti proprio non mi spiego come sia stato possibile che abbia ricevuto tre rose nel giro di una settimana, da tre persone diverse.


Scena 1

Ci siamo io e un mio amico di vecchia data seduti al bar dinnanzi a un aperitivo. Lui lo sa benissimo che non mi piacciono i fiori, e men che meno le rose.
Entra il classico tipo indiano che vende le rose e punta dritto su di noi: tu prende fiore per bellissima ragazza?
Il mio simpaticissimo (ormai ex) amico scoppia a ridere e gli chiede quale bellissima ragazza, perché non ne vede nessuna.
Ne consegue un dibattito sulle mie più o meno apprezzabili qualità fisiche.
Per chiudere la questione, il mio amico offre una birra all'uomo-rosa, che per compensare gli regala una rosa con cui mi vedo costretta a fare ritorno a casa.


Scena 2

E' domenica sera.
Normalmente a Trento non c'è molta vita notturna (gli universitari si danno all'alcolismo nascondendosi nei vicoli bui perché non c'è nient'altro da fare)... Ma la domenica è anche peggio del solito. Nemmeno nei vicoli bui potete trovare degli esseri viventi. Persino i piccioni sembrano trasferirsi altrove.
In questa desolazione, accetto di uscire con un conoscente remoto (amico di un amico di un ex compagno di classe, o qualcosa del genere).
Credo che imbarazzo renda bene l'idea della serata.
Cominciamo col dire che io odio il romanticismo affettato, le frasi da bacio perugina, ecc.
Lui sembra una mitragliatrice di smancerie e quando credo di non riuscire proprio a sopportare un'altra dose di miele lui conclude con: i tuoi occhi sono due stelle che illuminano la mia strada.
Non sono più riuscita a trattenermi dal ridere, per cui dissimulando come meglio potevo con una finta tosse sono corsa a rintanarmi in bagno per riprendermi.
Quando finalmente sono riuscita a smettere di ridere e quindi a uscire dal bagno, lui era in piene trattative con l'uomo delle rose.
Con sommo entusiasmo ha proclamato: guarda cosa ti ho preso! Una bellissima rosa, anche se non potrà mai essere bella quanto te.
A questo punto, ogni tentativo di trattenermi dal ridere è stato inutile.


Scena 3

Lui è bello e impossibile. Talmente bello che nessuno può resistergli: donne, uomini, animali. Cascano tutti ai suoi piedi come mosche... E l'uomo delle rose non fa eccezione.
Si avvicina al nostro tavolo e tenta di vendergli la rosa con i soliti stratagemmi. Il bello tira dunque fuori il portafoglio e gli fa vedere che è povero in canna.
Con una mossa del tutto inaspettata, l'omuncolo mette la rosa in mano al mio accompagnatore, si avvicina al suo orecchio, gli sussura "per te è gratis" e gli lecca la guancia, prima di sparire tra la folla del locale.

domenica 22 gennaio 2012

Odi et amo

Pubblicato da Psy alle 03:44 0 commenti

Io amo...
  • Tornare casa alle tre e cercare di fare piano per non svegliare i miei genitori.
  • Tornare a casa alle tre, ubriaca, cercando di fare piano per non svegliare i miei genitori... E scoprire la mattina dopo di aver svegliato non solo loro, ma tutto il vicinato.
  • Accorgermi di avere tantissima fame e ingurgitare barattoli interi di fagiolini borlotti.
  • Ripensare alla serata... E sentire ancora il suo sapore sulle labbra.
  • Trovare - cosa rara di questi tempi - un uomo che bacia davvero bene e crogiolarmi nelle sensazioni che mi trasmette.
Io odio...
  • Sapere che domani i miei genitori mi chiederanno con fare cospiratorio a che ora sono rientrata e se per caso fossi ubriaca, dato che ho fatto cadere un tavolo, un quadro appeso al muro, cinque giacche e un appendiabiti... E naturalmente io negherò anche di fronte all'evidenza e dirò che mi girava un po' la testa a causa del mal d'auto e che gli altri rumori non li ho fatti io, probabilmente erano i vicini.
  •   Ricordarmi all'improvviso di essere a dieta e pensare "Non ho mangiato per tutto il giorno... E poi rovino tutto per un cavolo di barattolo di fagiolini?! Non potevo trovare almeno qualcosa di più decente da mangiare?"
  • Cercare di fare mente locale e non ricordare altro di lui che il sapore delle sue labbra.
  • Trovare - cosa rara di questi tempi - un uomo che bacia davvero bene... E non riuscire a ricordare il suo nome.
 

Rumour has it Copyright © 2011 Design by Ipietoon Blogger Template | Illustration by Enakei | Gossip Celebrity