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martedì 12 novembre 2013

Il moroso

Pubblicato da Psy alle 01:20 0 commenti
In questo periodo ho estremamente voglia di innamorarmi. Mi manca. E, in fondo, che ci vuole?



  • Un uomo (o una donna),
    preferibilmente non troppo brutto, non troppo stupido, non troppo noioso, non troppo perfettino, non troppo... immaginario.

    Livello di difficoltà: Würstel al formaggio.

    Dopotutto, basta uscire per le strade e si incontrano migliaia di persone, no? E tutti quei locali che pululano di giovani in cerca di fi... gure femminili con cui approcciarsi. Per non parlare poi dei classici posti come lavoro, università, ecc.



  • Il giusto approccio.

    Livello di difficoltà: Pasta alle melanzane.

    Ok, ammettiamolo, quest'operazione non è proprio semplicissima perché le possibilità di sbagliare sono tante. Si rischia di passare da svergognate a santarelline, da noiose a saccenti a seccanti. Senza contare, naturalmente, l'intervento di agenti esterni. Eppure anche su questo punto sono convinta di avere buone probabilità di riuscita.





  • Attrazione reciproca

    Livello di difficoltà: Maionese fatta in casa.

     E qui, signore e signori, casca l'asino, perché le opzioni sono due: o loro non piacciono a me... Oppure loro non piacciono a me (perché io piaccio a tutti, si sa).




    Conclusione: Questa lezione, com'è evidente, ci insegna come nel dubbio sia meglio affogare il dispiacere nel cibo.


  • A meno che, come me, non siate a dieta anche voi, nel qual caso potete scrivere post senza un minimo di senso nel vostro blog per cercare di non pensare al fatto che è l'una di notte e morite dalla voglia di würstel al formaggio e maionese fatta in casa.

    mercoledì 27 giugno 2012

    Delirio

    Pubblicato da Psy alle 07:30 2 commenti

    Lui: Ti va di andare a cena fuori?
    Io: Vuoi mettermi all'ingrasso? Vuoi vedermi pesare 180 kg, così poi non ti piacerò più?
    Lui: Pensa, saresti 180 kg da amare. Saresti 180 kg di pura morbidezza. Saresti come un'enorme tetta morbidissima da palpare.
    Io: Se vuoi palparmi, potremmo lasciar stare la cena.
    Lui: Ok.

    martedì 26 giugno 2012

    Chiedi e ti sarà dato

    Pubblicato da Psy alle 13:39 2 commenti
    Settimana 1


    «Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente.»

    Due giorni dopo...

    «... Purtroppo l'ho dovuto lasciar perdere. Aveva poche ambizioni, pochi interessi. E poi la sua vita è tutta qua e non gli interessa nemmeno viaggiare, che per quanto mi riguarda è una caratteristica fondamentale. Insomma, non fa per me.»

    Settimana 2

    «Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente. Ama viaggiare, parla molte lingue, ha tante ambizioni, vuole fare grandi cose nelle vita.»

    Due giorni dopo...

    «Alla fine ho deciso di smettere di frequentarlo. Lui era troppo adorabile. Era dolcissimo e perfetto. Sembrava un principe azzurro. Andiamo! Io non sono Cenerentola. Un uomo dev'essere anche leggermente stronzo. Tutte queste frasi melense e gli attimi perfetti e pieni di magia mi fanno venire la nausea. In definitiva, non fa per me.»

    Settimana 3

    «Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente. Ama viaggiare, parla molte lingue, ha tante ambizioni, vuole fare grandi cose nelle vita. Ed è anche leggermente stronzo. E' adorabile, ma senza esagerare. E' perfetto.»

    Due giorni dopo...

    «Ragazze, è una tragedia. E' troppo. Troppo tutto. E' tutto quello che avevo chiesto. Il mio uomo ideale. Dev'esserci il trucco. Chissà, forse ha una moglie e sei bambini nascosti da qualche parte. O magari è un serial killer. Dev'essere gay, per forza. E se non gli piacessi? Sì, lo so che mi ha chiesto lui di uscire, ma magari l'ha fatto perché non c'era niente di meglio in piazza e... e... Devo smettere di frequentarlo. Ho deciso. Lui non fa per me.»

    venerdì 15 giugno 2012

    I giusti

    Pubblicato da Psy alle 05:13 0 commenti




    C'è una categoria di persone che detesto con tutta me stessa: i giusti.
    Non i giusti nel senso di persone buone e oneste, bensì i giusti intesi come "perfetti per me". Quell'odiosa categoria di persone che sembrano prive di difetti sostanziali.
    Sono talmente splendidi che, personalmente, mi risulta impossibile non fuggire verso la prima isola tropicale che riesco a raggiungere (anche a nuoto) per non farmi vedere mai più.
    In assenza di vie di fuga, l'unica soluzione plausibile è la caccia al difetto perduto e, state pur certi, lo troverò.

    venerdì 17 febbraio 2012

    The shy guy

    Pubblicato da Psy alle 15:16 2 commenti


    Lui: Ciao!
    Io: Ciao
    Lui: Come stai?
    Io: Bene e tu?
    Lui: Bene... Ti-va-di-uscire-con-me? - Parla talmente in fretta che non capisco una parola di quello che dice.
    Io: Come scusa?
    Lui: Eh eh, scherzavo. Hai preso paura, eh?
    Io: No, veramente, non ho capito.
    Lui: V... 'scire... me?
    Io: Vuoi che esca con te?
    Lui: Sì. Cioè, no, stavo scherzando. Tanto lo so che mi dirai di no.
    Io: Stai facendo tutto da solo.
    Lui: Allora esci?
    Io: 

    lunedì 13 febbraio 2012

    L'amica fidanzata

    Pubblicato da Psy alle 18:04 0 commenti
    Arrivo con la faccia da coma profondo, un sorriso a 32 denti e gli occhi sfavillanti.


    D.D.D *: A giudicare dalla tua espressione, direi che ci sono novità.
    Io: Oh, sì. Ieri ho conosciuto il ragazzo più fantaspettacoloso di tutta la terra.
    D.D.D: Perfetto! Hai preso il suo numero? Chiamalo subito e organizziamo un'uscita a quattro. Potremmo andare a fare l'aperitivo, poi in pizzeria e poi...
    Io: Cara, frena. Non so nemmeno come si chiami.
    D.D.D: Uffa! Vabbè, intanto che lo scopri... Perché non scrivi al biondino di qualche settimana fa? Credo che il programma vada bene comunque.
    Io: Si è fidanzato.
    D.D.D: E suo fratello?
    Io: Partito per l'Erasmus.
    D.D.D: Quello alto che avevi conosciuto al bar?
    Io: ...
    D.D.D: Il pallavolista?
    Io: ...
    D.D.D: Quello del negozio all'angolo?
    Io: ...
    D.D.D: Quello che ha sempre la sciarpetta?
    Io: ...
    D.D.D: Oh, insomma, hai mille uomini. Scegline uno a caso e facciamo questa benedetta uscita a quattro!





    D.D.D. sta per Donna Del Dragone e no, non fa riferimento all'astrologia cinese, ma a una simpatica serie di libriccini per bambini il cui protagonista assomiglia incredibilmente al di lei fidanzato.

    venerdì 10 febbraio 2012

    Romanticismo

    Pubblicato da Psy alle 22:26 2 commenti
    Immaginate la scena: io e lui da soli, il tavolo lussuosamente apparecchiato per l'occasione, centinaia di candele che rendono l'atmosfera calda e intima. Apro il forno e ne tiro fuori prelibatezze di ogni sorta, intanto che lui stappa una bottiglia di vino del '46.


    Nulla di tutto ciò.


    Sul tavolo spoglio giace soltanto una tovaglia di plastica consumata. Tuttavia confido di salvare la situazione puntando sulla qualità cibo.
    Metto a bollire l'acqua e nell'attesa iniziamo a guardare un film. Solo mezz'ora dopo mi ricordo di tornare in cucina; butto la pasta nelle quattro gocce di acqua rimaste sul fondo della pentola e ritorno a guardare la TV.

    In un momento imprecisato della serata...

    - Stella, che fine ha fatto la nostra cena?

    Corro in cucina e prendo un piccolo assaggio di quella cosa per metà incollata sul fondo del tegame e per metà ancora cruda poiché rimasta fuori dall'acqua che nel frattempo è evaporata quasi del tutto. 
    Mentre mastico, lui continua a parlare, io mi distraggo e... Non ricordo più se fosse pronta.
    Prendo un altro boccone con la forchetta e la scena si ripete. 
    Decido dunque arbitrariamente che essa deve per forza essere cotta e la scolo.
    Sono certissima che ci sia del pesto pronto in frigo... E invece no.
    Niente pesto, passata di pomodoro, verdure o qualunque genere alimentare. Non c'è nemmeno l'olio di oliva. L'unica cosa che riesco a rimediare è una microscopica scatoletta di tonno.

    - La cena è pronta!

    Lui guarda il piatto con aria dubbiosa.

    - Mmm... Croccante, questa pasta.
    - Oh, no. Ho dimenticato il sale!
    - Tranquilla, stella, è (quasi) buono.
    - Dici davvero?

    Lui scoppia a ridere.

    - No. Apprezzo lo sforzo, ma questo tonno è talmente al naturale che sembra quasi vivo. Andiamo in pizzeria?
    - Mi hai letto nel pensiero.

    Ecco, ora potete fare ritorno all'idilliaca scena iniziale (forse non proprio così, ma ci andava sicuramente molto più vicino).

    lunedì 23 gennaio 2012

    Incubi floreali

    Pubblicato da Psy alle 19:55 3 commenti
    Io non amo i fiori. Da piccola mia mamma mi proibiva di tenerli in casa perché diceva che profumano di cimitero e che le ricordano i morti.
    Credo che mi abbia creato un trauma, per cui ricevere dei fiori mi mette in imbarazzo e non so mai come reagire.

    Sono convinta che il mio karma sia un diavoletto burlone che si diverte a mettermi in difficoltà, altrimenti proprio non mi spiego come sia stato possibile che abbia ricevuto tre rose nel giro di una settimana, da tre persone diverse.


    Scena 1

    Ci siamo io e un mio amico di vecchia data seduti al bar dinnanzi a un aperitivo. Lui lo sa benissimo che non mi piacciono i fiori, e men che meno le rose.
    Entra il classico tipo indiano che vende le rose e punta dritto su di noi: tu prende fiore per bellissima ragazza?
    Il mio simpaticissimo (ormai ex) amico scoppia a ridere e gli chiede quale bellissima ragazza, perché non ne vede nessuna.
    Ne consegue un dibattito sulle mie più o meno apprezzabili qualità fisiche.
    Per chiudere la questione, il mio amico offre una birra all'uomo-rosa, che per compensare gli regala una rosa con cui mi vedo costretta a fare ritorno a casa.


    Scena 2

    E' domenica sera.
    Normalmente a Trento non c'è molta vita notturna (gli universitari si danno all'alcolismo nascondendosi nei vicoli bui perché non c'è nient'altro da fare)... Ma la domenica è anche peggio del solito. Nemmeno nei vicoli bui potete trovare degli esseri viventi. Persino i piccioni sembrano trasferirsi altrove.
    In questa desolazione, accetto di uscire con un conoscente remoto (amico di un amico di un ex compagno di classe, o qualcosa del genere).
    Credo che imbarazzo renda bene l'idea della serata.
    Cominciamo col dire che io odio il romanticismo affettato, le frasi da bacio perugina, ecc.
    Lui sembra una mitragliatrice di smancerie e quando credo di non riuscire proprio a sopportare un'altra dose di miele lui conclude con: i tuoi occhi sono due stelle che illuminano la mia strada.
    Non sono più riuscita a trattenermi dal ridere, per cui dissimulando come meglio potevo con una finta tosse sono corsa a rintanarmi in bagno per riprendermi.
    Quando finalmente sono riuscita a smettere di ridere e quindi a uscire dal bagno, lui era in piene trattative con l'uomo delle rose.
    Con sommo entusiasmo ha proclamato: guarda cosa ti ho preso! Una bellissima rosa, anche se non potrà mai essere bella quanto te.
    A questo punto, ogni tentativo di trattenermi dal ridere è stato inutile.


    Scena 3

    Lui è bello e impossibile. Talmente bello che nessuno può resistergli: donne, uomini, animali. Cascano tutti ai suoi piedi come mosche... E l'uomo delle rose non fa eccezione.
    Si avvicina al nostro tavolo e tenta di vendergli la rosa con i soliti stratagemmi. Il bello tira dunque fuori il portafoglio e gli fa vedere che è povero in canna.
    Con una mossa del tutto inaspettata, l'omuncolo mette la rosa in mano al mio accompagnatore, si avvicina al suo orecchio, gli sussura "per te è gratis" e gli lecca la guancia, prima di sparire tra la folla del locale.
     

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