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giovedì 22 maggio 2014

Pregiudizi

Pubblicato da Psy alle 14:03 2 commenti
E' notte. Per le strade della città non si vede nemmeno un'anima e tutto tace.
Mi avvio a passo deciso, conscia di quale sia la mia meta: ho aspettato tutto il giorno solo questo momento.
Lo vedo all'orizzonte e allungo il passo.
Butto la borsa per terra con impazienza e, finalmente, mi accascio sulla mia panchina in mezzo al verde.
Odio gli spazi chiusi, per cui non ho sognato che questo istante sin dal mattino.
Faccio appena in tempo a degustare la piacevole sensazione dell'aria fresca e il silenzio notturno, quand'ecco comparire innanzi al mio sguardo un ragazzo dall'aria poco raccomandabile.
Carnagione scura, occhi neri. Vedo che mi fissa a lungo e temo che possa avvicinarsi.

Figurarsi se non dovevo beccare il solito disperato, penso tra me e me.

Il giovane si siede su una panchina poco distante, continuando a guardarmi. Facendo finta di nulla, estraggo il mio libro. La luce dei lampione è flebile, ma non intendo rinunciare a questo piacere quotidiano.
Trascorrono una decina di minuti e noto in lontananza un'altra figura poco distinta in avvicinamento. Sospetto che punti nella mia direzione e tiro un sospiro di sollievo nello scoprire che è diretto invece alla panchina su cui siede l'altro ragazzo.
Sono abbastanza vicini da sentirli emettere suoni che per le mie orecchie sembrano versi di tacchino e che presuppongo corrispondano a qualche lingua mediorientale.
Mi guardo intorno valutando la situazione.

Sono completamente sola, in un parco isolato ai confini del mondo, di notte. E se fossero terroristi? Stupratori? Trafficanti d'organi? Cercheranno sicuramente di vendermi come schiava e poi...

Lasciano la loro panchina e puntano verso di me, questa volta non ci sono dubbi.
Sento tendersi ogni muscolo del mio corpo.

E se corressi? Certo, con il mio fisico atletico da cinquantenne mi prenderebbero subito. Potrei urlare. Sì, urlerò. Ma non c'è nessuno nei paraggi, chi potrà mai sentirmi?

Mi salutano con la mano. Ricambio con un cenno della testa. Sembrano innocui.

Ho ben capito. Voi volete provarci! Mai una volta che una si possa sedere su una panchina a leggere un libro senza che voi vi riteniate in diritto di venire ad approcciarla con frasi di dubbio gusto e versi animaleschi, no?

Ora non sono più spaventata, sono infuriata e pronta a rispedirli nel loro paese d'origine, qualunque esso sia, a suon d'insulti.

Chi vi credete di essere? Questo è un paese libero e io leggo dove e quando mi pare!

Pronunciano, rivolti a me, una frase in un italiano stentato di cui non riesco a cogliere il significato. Visibilmente in imbarazzo, mi chiedono se parli inglese. Annuisco, l'espressione impassibile.
E' l'ultimo arrivato a parlare, con un inglese impeccabile e tono gentile.

- Scusaci, non vorremmo disturbarti, ma dato che sei qui tutta sola di notte e che potrebbe essere pericolo ci chiedevamo se ci fosse qualcosa che non va e se possiamo esserti d'aiuto. Magari possiamo chiamarti un taxi?

All'improvviso, tutto d'un tratto, mi sento una brutta persona.


lunedì 21 aprile 2014

Friend zone

Pubblicato da Psy alle 02:08 0 commenti
Sono circondata da amici che non fanno che compatire la loro sventura in fatto di donne; snobbati continuamente da eteree fanciulle che ripetono senza sosta frasi come TiVedoSoloComeUnAmico, detto tutto d'un fiato con sguardo colmo d'imbarazzo.
Feriti nel profondo del loro alfissimo orgoglio maschile, corrono da me per lamentarsi delle loro disgrazie, affliggendomi con domande sui motivi per i quali nessuna ceda al loro fascino (cosa invero inspiegabile).
In pieno sconforto virile, abbondano i luoghi comuni sulle donne e frasi come SonoTutteUguali, NonSannoNeancheLoroQuelloCheVogliono, ChiLeCapisce, ecc, ecc.
Dopo anni di serate del genere, perennemente sommersa da maschi piagnistei, faccio notare, non senza un velo di pudore e timidezza, che, essendo dotata di organi genitali femminili, ho motivo di ritenere di essere anch'io quella cosa... Sì, ecco... Una donna.
Cala improvvisamente un silenzio imbarazzante.

Perdura il silenzio imbarazzante.

Corrono sguardi ulteriormente imbarazzati.

Infine, qualcuno scoppia a ridere.


martedì 11 febbraio 2014

Con la mia migliore amica...

Pubblicato da Psy alle 22:41 0 commenti
- Devi smetterla di avere tutti questi uomini!

- D'accordo, passo alle donne.


lunedì 13 agosto 2012

Cose che accadono in viaggio

Pubblicato da Psy alle 09:57 1 commenti
Al confine tra Croazia e Ungheria.




Io: Certo che è un po' freschetto qua.

Mio fratello: Mi sembra logico che sia freddo. Siamo quasi in Russia!

martedì 26 giugno 2012

Chiedi e ti sarà dato

Pubblicato da Psy alle 13:39 2 commenti
Settimana 1


«Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente.»

Due giorni dopo...

«... Purtroppo l'ho dovuto lasciar perdere. Aveva poche ambizioni, pochi interessi. E poi la sua vita è tutta qua e non gli interessa nemmeno viaggiare, che per quanto mi riguarda è una caratteristica fondamentale. Insomma, non fa per me.»

Settimana 2

«Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente. Ama viaggiare, parla molte lingue, ha tante ambizioni, vuole fare grandi cose nelle vita.»

Due giorni dopo...

«Alla fine ho deciso di smettere di frequentarlo. Lui era troppo adorabile. Era dolcissimo e perfetto. Sembrava un principe azzurro. Andiamo! Io non sono Cenerentola. Un uomo dev'essere anche leggermente stronzo. Tutte queste frasi melense e gli attimi perfetti e pieni di magia mi fanno venire la nausea. In definitiva, non fa per me.»

Settimana 3

«Ieri ho conosciuto un ragazzo magnifico. E' moooolto carino, simpatico e anche intelligente. Ama viaggiare, parla molte lingue, ha tante ambizioni, vuole fare grandi cose nelle vita. Ed è anche leggermente stronzo. E' adorabile, ma senza esagerare. E' perfetto.»

Due giorni dopo...

«Ragazze, è una tragedia. E' troppo. Troppo tutto. E' tutto quello che avevo chiesto. Il mio uomo ideale. Dev'esserci il trucco. Chissà, forse ha una moglie e sei bambini nascosti da qualche parte. O magari è un serial killer. Dev'essere gay, per forza. E se non gli piacessi? Sì, lo so che mi ha chiesto lui di uscire, ma magari l'ha fatto perché non c'era niente di meglio in piazza e... e... Devo smettere di frequentarlo. Ho deciso. Lui non fa per me.»

giovedì 21 giugno 2012

Film mentali

Pubblicato da Psy alle 10:42 1 commenti
Svegliandomi la mattina ritrovo sul mio cellulare un SMS da un ragazzo conosciuto così tanto tempo fa che non ricordavo nemmeno di avere il suo numero. Da quando ci conosciamo ci siamo visti non più di tre volte al massimo, per cui, incontrandolo ad una festa la sera prima, faticavo a riconoscerlo.
Riporto in seguito lo scambio di messaggi (con le debite correzioni grammaticali, ortografiche e senza tutte quelle x, quelle k e tutti quei segni d'interpunzione in esubero), perché credo che il mondo abbia diritto di sapere.

- Ho visto come mi guardavi ieri sera alla festa. Peccato che ci fosse la mia ragazza, altrimenti...
- Non vorrei deluderti, ma ti fissavo perché stavo cercando di capire chi fossi. Non ti avevo riconosciuto.
- Dai che se non ci fosse stata la mia donna saresti venuta con me.
- Ehmmm... Certo, di corsa.
- Sì, è così.
- Da cosa l'hai dedotto, esattamente?
- Da come mi hai salutato.
- Mi sono leccata le labbra e accarezzata i capezzoli?
- No, ma avevi quello sguardo.
- Ti stai facendo un po' troppi film mentali.
- Ho solo detto che per me è così, poi se non lo è, pazienza.
- Va bene... La verità è che ti sarei saltata addosso.
- Veramente?
- No, sto scherzando.
- No, non scherzi.
- Sì, invece.
- Ho detto di no. Tu mi saresti saltata addosso e basta. Argomento chiuso.
- Come dici tu.

giovedì 7 giugno 2012

Dialoghi silenziosi

Pubblicato da Psy alle 23:01 4 commenti
Avvertenze: Prima di iniziare a leggere questo post siete pregati di munirvi di cuffie o altoparlanti e di alzare il volume della meravigliosa canzone che trovate qui sotto, altrimenti rischia di scemare tutta la poesia. Vi avvertiamo, è fortemente contagiosa e non rispondiamo per eventuali crisi deliranti - vostre o di chi vi sta intorno - qualora vi ritrovaste a cantarla per sei settimane consecutive.



Salgo sul treno con la musica nelle orecchie, canticchiando allegramente e saltellando qua e là. Mi siedo e, approfittando del vagone completamente vuoto, improvviso un concerto dal vivo con tanto di cellulare come microfono e borsetta come batteria.

I wanna make you happyyyyyyyyyy

I wanna make you feel aliveeeeeee


All'improvviso con la coda dell'occhio scorgo un'ombra alle mie spalle. Impiego qualche secondo per realizzare che si tratta di un essere umano e qualche altro secondo per accorgermi che l'essere umano in questione si è unito alla mia stupefacente performance canora.
Rendendosi conto che non sto più cantando, l'individuo si ricompone velocemente, si sistema la giacca, si schiarisce la voce e punta nella mia direzione.
Rivolgendomi un'occhiata a metà tra l'imbarazzo e la complicità bisbiglia con voce quasi inaudibile:

"Biglietto, prego."

mercoledì 29 febbraio 2012

Insieme

Pubblicato da Psy alle 08:19 0 commenti
- Mi sono fidanzata.
- Lo so.


- Ti va di vederci? Aperitivo in città e poi andiamo a casa mia per continuare la serata.
- Mi dispiace, ma ormai sono una donna impegnata, non posso.
- Beh, e io ho una nuova trombamica!


- Quando ci vediamo per quella cena che avevamo lasciato in sospeso tempo fa?
- Credo che tu abbia impiegato troppo tempo a deciderti... Non sono più single.
- Cosa? Ma c'ero prima io!

domenica 26 febbraio 2012

Primavera

Pubblicato da Psy alle 12:13 0 commenti

Credevo che non sarebbe mai arrivata, e invece eccola qua. Quando ormai non ci speravo più, la luce e il calore hanno invaso le mie giornate.
Mi sembra di svegliarmi, aprire lentamente gli occhi e accorgermi con meraviglia che il mondo ha cambiato colore.


Io e il Cinico camminiamo per strada.


Lui: Smettila di sorridere, scema.
Io: Non ci riesco.
Lui: Ultimamente sei di una felicità quasi fastidiosa.
Io: È la primavera.
Lui: Qualunque cosa sia, sono contento che tu l'abbia trovata. Mi piace vederti così.
Io: Grazie.


Camminiamo una a fianco all'altro ancora per un po', in silenzio, mentre i tiepidi raggi primaverili scaldano me, lui e la felicità quasi fastidiosa.

martedì 14 febbraio 2012

Happy Valentine's day

Pubblicato da Psy alle 21:12 0 commenti
A "grande richiesta " arriva lo speciale San Valentino!

2008
Tradizionalmente, nella ridente cittadina di Trento, il giorno di San Valentino se ci si presenta in coppia al cinema si paga solo un biglietto... Ma noi siamo in tre (tre single sfigatissimi, per la precisione).

- Due biglietti, prego.
- Siete una coppia? - La signora alla cassa ci guarda con aria decisamente dubbiosa e io rischio di scoppiare a ridere. Per fortuna interviene il mio accompagnatore.
- Sì.

La bigliettaia si volta dunque verso l'altro amico.

- Prego?
- Un biglietto... Potrebbe darmi un posto vicino alla tenera coppietta? Grazie.

La signora sospira e scuote la testa.

2009
Primo San Valentino fidanzata. Decidiamo di mutuo accordo di essere contrari a queste smancerie.
Noi non festeggiamo la festa degli innamorati, bensì il carnevale, per cui ci rechiamo in trasferta a Venezia.
A un certo punto lui tira fuori un mazzo di rose, cioccolatini e pensierini vari.

- Credevo avessimo deciso di non festeggiare San Valentino.
- Certo, naturalmente, infatti questi sono per augurarti buon carnevale!

2010
Stiamo insieme da 3 giorni, per cui mi sembra del tutto ridicolo perdersi in romanticherie senza senso, perciò questa volta affronto la situazione di petto e gli proibisco categoricamente di presentarsi con qualsiasi forma di regalo.
Alle 23.59 del 13 Febbraio lui tira fuori una scatola di cioccolatini.

Buon Non-San-Valentino!

2011
Mi rassegno all'evidenza e accetto di scambiare moine e regalini pucciosi.
Lui si presenta con una scatola di baci perugina.
Apro il cioccolatino e leggo la prima frase:

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.

- Amore, mi stai dando del rospo?
- No, certo che no! Aprine un altro, vedrai che andrà meglio.

La poligamia è avere una moglie di troppo. La monogamia lo stesso.


Evidentemente, il fatto che io abbia deciso di accettare San Valentino non significa che San Valentino abbia deciso di accettare me.

2012
Sdraiata su un letto a fianco al Cinico.

- Stella, vuoi metterti insieme a me?
- Ceeeeeeeeerto - Leggere con tono palesemente ironico.
- E quanto vuoi metterti insieme a me, da uno a dieci?
- Due?
- No, dai, è troppo poco.
- Cinque?
- Almeno dieci!
- Ok, dieci.
- Solo?
- Ventordicimila.
- Sì, così può andare. Ora baciami.

lunedì 13 febbraio 2012

L'amica fidanzata

Pubblicato da Psy alle 18:04 0 commenti
Arrivo con la faccia da coma profondo, un sorriso a 32 denti e gli occhi sfavillanti.


D.D.D *: A giudicare dalla tua espressione, direi che ci sono novità.
Io: Oh, sì. Ieri ho conosciuto il ragazzo più fantaspettacoloso di tutta la terra.
D.D.D: Perfetto! Hai preso il suo numero? Chiamalo subito e organizziamo un'uscita a quattro. Potremmo andare a fare l'aperitivo, poi in pizzeria e poi...
Io: Cara, frena. Non so nemmeno come si chiami.
D.D.D: Uffa! Vabbè, intanto che lo scopri... Perché non scrivi al biondino di qualche settimana fa? Credo che il programma vada bene comunque.
Io: Si è fidanzato.
D.D.D: E suo fratello?
Io: Partito per l'Erasmus.
D.D.D: Quello alto che avevi conosciuto al bar?
Io: ...
D.D.D: Il pallavolista?
Io: ...
D.D.D: Quello del negozio all'angolo?
Io: ...
D.D.D: Quello che ha sempre la sciarpetta?
Io: ...
D.D.D: Oh, insomma, hai mille uomini. Scegline uno a caso e facciamo questa benedetta uscita a quattro!





D.D.D. sta per Donna Del Dragone e no, non fa riferimento all'astrologia cinese, ma a una simpatica serie di libriccini per bambini il cui protagonista assomiglia incredibilmente al di lei fidanzato.

venerdì 10 febbraio 2012

Romanticismo

Pubblicato da Psy alle 22:26 2 commenti
Immaginate la scena: io e lui da soli, il tavolo lussuosamente apparecchiato per l'occasione, centinaia di candele che rendono l'atmosfera calda e intima. Apro il forno e ne tiro fuori prelibatezze di ogni sorta, intanto che lui stappa una bottiglia di vino del '46.


Nulla di tutto ciò.


Sul tavolo spoglio giace soltanto una tovaglia di plastica consumata. Tuttavia confido di salvare la situazione puntando sulla qualità cibo.
Metto a bollire l'acqua e nell'attesa iniziamo a guardare un film. Solo mezz'ora dopo mi ricordo di tornare in cucina; butto la pasta nelle quattro gocce di acqua rimaste sul fondo della pentola e ritorno a guardare la TV.

In un momento imprecisato della serata...

- Stella, che fine ha fatto la nostra cena?

Corro in cucina e prendo un piccolo assaggio di quella cosa per metà incollata sul fondo del tegame e per metà ancora cruda poiché rimasta fuori dall'acqua che nel frattempo è evaporata quasi del tutto. 
Mentre mastico, lui continua a parlare, io mi distraggo e... Non ricordo più se fosse pronta.
Prendo un altro boccone con la forchetta e la scena si ripete. 
Decido dunque arbitrariamente che essa deve per forza essere cotta e la scolo.
Sono certissima che ci sia del pesto pronto in frigo... E invece no.
Niente pesto, passata di pomodoro, verdure o qualunque genere alimentare. Non c'è nemmeno l'olio di oliva. L'unica cosa che riesco a rimediare è una microscopica scatoletta di tonno.

- La cena è pronta!

Lui guarda il piatto con aria dubbiosa.

- Mmm... Croccante, questa pasta.
- Oh, no. Ho dimenticato il sale!
- Tranquilla, stella, è (quasi) buono.
- Dici davvero?

Lui scoppia a ridere.

- No. Apprezzo lo sforzo, ma questo tonno è talmente al naturale che sembra quasi vivo. Andiamo in pizzeria?
- Mi hai letto nel pensiero.

Ecco, ora potete fare ritorno all'idilliaca scena iniziale (forse non proprio così, ma ci andava sicuramente molto più vicino).

mercoledì 8 febbraio 2012

The magic number

Pubblicato da Psy alle 20:47 3 commenti
Con un'amica al bar.

Lei: Com'è andato il sabato sera?
Io: E' stato... Interessante. Ho perso il treno per tornare a casa, sono stata abbandonata in un bar dall'amica che mi doveva ospitare e ci è mancato pochissimo che mi ritrovassi a dormire sotto un ponte.
Lei: E come hai fatto a cavartela?
Io: Ho fatto amicizia con un ragazzo...
Lei: Oddio! Non ti sarai mica fermata a dormire da UNO SCONOSCIUTO?
Io: Certo che no. Dopo che ho fatto amicizia con lui, mi ha presentato l'intera squadra di cui fa parte! Erano in nove.

Interviene a questo punto una che passava di lì per caso.

Ignota: Scusa, che cos'hai fatto con una squadra di sconosciuti?
Io (piuttosto in imbarazzo): Mi hanno offerto da bere un bicchierino di vodka alla menta per ciascuno.
Ignota: Quindi nove short drinks. Ok, e poi?
Io: Beh e poi abbiamo ballato moltissimo, con tutti e nove.
Ignota: Ah-ha... E te li sei portati a letto tutti e nove?
Io: Assolutamente no!
Ignota: Wow. Posso avere i loro numeri di telefono, per piacere? E magari anche il tuo, che ne dici?
Io: Certo, naturalmente, ma... Tu chi sei?!

domenica 5 febbraio 2012

Disaster date

Pubblicato da Psy alle 23:47 4 commenti
Lui è il classico errore alcolico. Il genere di ragazzo che non degneresti di uno sguardo senza prima aver tracannato qualche bicchierino di vodka.
Il secondo grosso errore alcolico è stato lasciargli il mio numero di telefono.

Da giorni mi ritrovo una decina di chiamate perse ogni volta che do un'occhiata al cellulare. Gli SMS diluviano. Facebook, MSN, Twitter, YouTube, YouPorn. Ogni mezzo è buono per cercare di contattarmi.
Non si lascia scoraggiare dalle mancate risposte, dal tono seccato con cui gli parlo al telefono, dalle migliaia di scuse (palesi) che tento di improvvisare quando mi chiede di uscire. E' tutto inutile, non si arrende.
Il mio spirito caritatevole - accidenti a lui! - mi impone di dargli almeno una chance. In fondo l'aspetto non è tutto e spesso le prime impressioni ingannano.
... Magari non è così terribile come sembra.

Sono a letto con l'influenza quando mi chiama (ancora) per chiedermi di uscire. Provo a spiegargli che sarebbe meglio rimandare a un altro giorno, ma questa volta è irremovibile, perciò alla fine cedo e ci accordiamo su dove e quando trovarci.
Decidiamo di fare un salto alla miglior gelateria dei dintorni, che dista qualche chilometro da casa mia.

Passa a prendermi in macchina e, per fare colpo, fa il galletto con la sua guida spericolata.
Io non so come dirglielo, ma... Soffro di mal d'auto.
Per fortuna siamo quasi arrivati e conto i pochi metri che mi separano dalla salvezza.
Un secondo! Perché non si è fermato? Sta andando avanti. Non capisco.
Parcheggia dalla parte opposta della città e, con gli occhietti a cuoricino, mormora "Ti va se facciamo una passeggiata?". Il mondo intorno a noi è freddo, il termometro dall'altro lato della strada segna -5°. Apro la portiera e sento il gelo che cala fin dentro nelle ossa. Che idea romantica.
Camminiamo per una mezz'oretta. Lui prova a intavolare un discorso. Io mi limito a grugnire intirizzita.
Arriviamo finalmente in gelateria. Dialogo:

- Domenica potresti venire con me dai miei genitori. Sono simpatici, ti piaceranno.
- No.
- Sai, sono proprio contento. Adesso che ci frequentiamo posso finalmente fare le cose che mi piacciono davvero. Ad esempio potremmo passare il sabato sera a casa, a guardarci un film, senza bisogno di uscire.

Ricordate il primo post che ho scritto su questo blog? Io non posso vivere senza vita sociale! A questo punto iniziavo già a odiarlo.

- Ma dimmi un po', cosa pensi di me? Forse mi sono sbilanciato troppo? E' che mi piaci davvero tanto. E' per questo che ti ho baciata, l'altra sera. Insomma... Non bacio le ragazze per sport, come i ragazzini, per me il bacio ha un significato vero. E quando bacio una ragazza, poi mi ci affeziono.

Sì, lo ripeto ancora, sono stronza. Sono scoppiata a ridere.
Niente paura, sono riuscita a camuffare la cosa e credo che lui non se ne sia accorto.
Sorseggio la mia cioccolata (eh, dopo la romantica passeggiata non me la sono sentita di prendere il gelato) in silenzio per il resto del tempo e poi gli chiedo di riaccompagnarmi a casa.
Lui fa il bulletto alla guida anche al ritorno e la cioccolata dentro di me manifesta la sua disapprovazione.
Ferma la macchina sotto casa mia. Sono verde e sto per vomitare.

- Ci rivediamo domani?
- No!

domenica 29 gennaio 2012

Fetish

Pubblicato da Psy alle 14:37 5 commenti
Dialoghi con il mio migliore amico, meglio noto come Figlio (non chiedetemi perché).


- Sei grassa.
- Vedi, caro, ci sono cose che, anche se le pensi, sarebbe meglio non dirle ad una ragazza perché rischi di morire prima di essere riuscito a finire la frase.
- Era un complimento! A me piace la tua ciccia. Mi eccita vedere tutto quel grasso che fuoriesce da tutte le parti. Io amo le tue maniglie dell'amore e tutta quella morbidezza.
- Ma... Io non sono grassa.
- Come dici tu, ora lasciami palpare i rotolini.



Come far crollare l'autostima di una donna...

venerdì 27 gennaio 2012

A posto

Pubblicato da Psy alle 19:57 6 commenti
Su msn con un ex trombamico:

- Per quanto mi riguarda, ti metterei nella seconda categoria, quindi sei a posto.
- Eh? Che cosa vuol dire?
- Vedi, le donne sono divise in quattro categorie: quelle perfette, quelle che ti scoperesti volentieri, quelle con cui lo faresti solo nei tempi di magra e quelle con cui non andresti neanche se ti pagano.
- Ah.
 

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