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mercoledì 29 giugno 2016

Le avventure olandesi - Chapter 1

Pubblicato da Psy alle 23:01 0 commenti
E' cambiato tutto negli ultimi mesi.
Mi sono trasferita in Olanda e mi sono avventurata in una nuova vita.
Non piove sempre, ma piove sicuramente ogni volta che devo uscire, e Facebook si fa beffe di me dicendomi che non devo farmi sorprendere, perché oggi è prevista pioggia nella mia città.
Mangio panini col formaggio ogni giorno a pranzo e delle pappette a base di patate ogni giorno a cena.
A mezzogiorno telefona sempre il nonno della famiglia con cui vivo e mi tiene al telefono per non meno di 5 minuti, raccontando barzellette, in olandese fitto fitto, mentre io mentalmente faccio la lista della spesa, ché tanto non capisco nulla di ciò che dice (e si sorprende pure se non rido).
Scrivo al mio migliore amico ogni mattina e conto i giorni che mancano per vederci.
Telefono a mia mamma la domenica pomeriggio e al babbo il giovedì mattina. A mio fratello no. Tanto non risponde.
Aspetto sempre con ansia che arrivi il weekend per uscire con gli amici, ma passa così velocemente che in un attimo è di nuovo lunedì mattina.
Da ubriaca sono more poliglotta e parlo vier languages al mismo tiempo.
E' tutto diverso. Devo ancora capire se mi piaccia davvero. Intanto vivo ogni momento e assaporo la novità.

Ad essere cambiata, tuttavia, sono soprattutto io.
Per la prima volta da mesi, anni o forse da sempre, ho una mia stabilità e un mio equilibrio.
L'ultima volta che ho litigato con il mio migliore amico è stata 7 mesi e 3 giorni fa.
Non faccio brutti pensieri e non mi sveglio terrorizzata dai miei incubi.
Non cambio umore 10 volte in una giornata, a meno che non ne abbia motivo.
Sono rilassata e mi azzarderei a dire che sono persino felice.
Wow.
Incredibile, vero?

Trasmetto serenità ed entusiasmo anche agli altri e, credo, questo mi rende improvvisamente più allettante agli occhi altrui. O almeno questa è la spiegazione che mi sono data, perché tutto d'un tratto sono circondata da persone che sembrano nutrire nei miei confronti dei sentimenti che vanno ben al di là della semplice stima.
Sono lusingata e mi lascio coccolare dal calore dei loro sentimenti, ma mi rendo anche conto di stare così bene da sola da non capire perché dovrei cambiare. E intanto il tempo passa e c'è chi prende il mio silenzio per assenso e inavvertitamente si innamora, mentre io...
Su certe cose, semplicemente, non cambio mai.


venerdì 18 luglio 2014

Montagne russe

Pubblicato da Psy alle 04:23 0 commenti
Caro Tu,
sono state settimane impegnative, da quando sono partita. Non e' stato semplice, caricarsi nove dodicenni in spalla e salire su quell'aereo: ci e' voluto tutto il mio coraggio.
So che in quel momento una parte non precisamente piccola di te mi ha odiata... E mi odia ancora.
Come ho potuto abbandonarti e lasciarti solo, quando avevi bisogno di me?
Non passa giorno senza che tu me lo chieda e le mie proteste sul fatto che sono solo tre settimane e che tu hai sempre bisogno di me non valgono a nulla.
Caro Tu,
esisto anch'io. E la me stessa che e' qui, ora, in questo momento, odia questa maledetta tastiera americana senza accenti, ma ama follemente quei ragazzi e questa avventura.
Sono state settimane cosi' cariche di meraviglia, di cose belle e di momenti difficili e mi sto divertendo cosi' tanto e mi sento cosi' carica di responsabilita' e tutto questo parlare prima inglese, poi spagnolo e poi italiano, per non sbagliare, mi ha fatto dimenticare tutt'e tre le lingue.
Sono stanca e forse anche un po' stressata, ma la cosa che mi dispiace maggiormente di questo viaggio e che i momenti piu' belli sono stati quelli che non si possono fotografare e percio' di loro non rimarra' traccia che nella mia memoria.
Caro Tu,
mi manchi da morire.
Non vedo l'ora di tornare in Italia.




venerdì 10 gennaio 2014

Piccole cose

Pubblicato da Psy alle 00:11 0 commenti
Di recente, c'è un personcina speciale che mi rende molto felice.

I suoi colori preferiti sono il rosso e il giallo.
Sa fare la super capriola magica in aria.
Le piace giocare al campeggio.
Le piace ascoltare le storie.
Ama il cibo.
Ha una bambola che si chiama Paolo ma indossa il tutù rosa. A volta si confonde e diventa Paola, perché a lui piace essere una femmina.
Le piace la musica.

A me piace lei. Felicità umana in formato tascabile.

sabato 28 dicembre 2013

E' venerdì sera, e non c'è niente da fare

Pubblicato da Psy alle 01:07 0 commenti
Queste sono le mie serate preferite. Quelle in cui la domanda ricorrente è "Cosa facciamo a capodanno?", ma non riusciamo mai a darci una risposta perché "A proposito, ti ho detto che...". Quelle in cui il tempo passa troppo in fretta e abbiamo troppe cose di cui parlare e devi già andare a prendere il treno, "così presto?". Quelle in cui il risotto è troppo al dente e più che bagnato con del vino sembra che ci abbia fatto pure la doccia. Quelle in cui la protagonista del film sembra me, perché ha le tette e non ha paura di usarle, e la cantante di quella canzone sembra te, perché nessun altro potrebbe indossare vestiti così strani. Quelle in cui ti propongo di cucinare al tuo matrimonio e tu immagini scene apocalittiche, con lo sposo in fuga e il ristorante in fiamme. Quelle in cui ogni frase, ogni gesto, ogni atteggiamento e, soprattutto, ogni fotografia potrebbero diventare un'arma perché "vedrai alla tua laurea". Quelle in cui prendo appunti mentalmente per i tuoi regali di Natale, compleanno, battesimo, Channukah e qualunque altra ricorrenza possibile perché sei la mia migliore amica e voglio regalarti qualcosa di speciale. Quelle in cui "Cosa facciamo a capodanno?" e poi, chissà perché, ti racconto dei viaggi che intendo fare quest'estate, come se fosse una risposta perfettamente coerente a questa domanda. Quelle in cui ancora parli e ancora parli, ma bisogna correre al treno... "Di già?". Quelle in cui non serve fare qualcosa e chi se ne frega di capodanno, tanto... è bello anche così.


sabato 4 maggio 2013

Diritto all'infelicità

Pubblicato da Psy alle 12:56 2 commenti
Stare bene con qualcuno significa poter essere infelice senza paura e senza timore. Sono molte le persone con cui puoi stare bene, ma sono poche le persone con cui puoi concederti il lusso di essere infelice, di non sorridere per tutto, di piangere di tristezza o di rabbia, di urlare per il dolore, di dire che da 1 a 10 la tua sofferenza sta sfiorando il 15 e dirgli ti odio e sentirti rispondere con un bacio "ti voglio bene anch'io", senza alcuna ironia.
Non che sia il modo giusto di trattare qualcuno, ma con 2 vertebre rotte le mie capacità diplomatiche sono scese ai minimi storici e Lui è l'unica persona che voglio intorno, perché mi fa sentire a casa, perché mi sento serena, perché mi sento me stessa e, soprattutto, perché è l'unico con cui ogni tanto mi sento in diritto di non essere né forte né coraggiosa né simpatica... Ed è l'unico che mi sopporta anche così!

sabato 17 novembre 2012

Valigie, bora e meraviglia

Pubblicato da Psy alle 23:57 2 commenti
Dopo un anno di vagabondaggio lavorativo, la pacchia è finita. Era giunto il momento di fare una scelta, quella definitiva. Le idee su cosa fare della mia vita erano poche, ma ben confuse. Avrei voluto proseguire gli studi, ma che cosa fare e dove erano quesiti a cui non trovavo risposta.
Vorrei poter dire che la mia sia stata una scelta razionale, ma sarei una gran bugiarda. È stata proprio una scelta di pancia, di quelle che, pensandoci a posteriori, hanno un sacco di motivi di esistere, ma nessuno di essi è stato quello decisivo, perché il vero motivo è stato il suono rassicurante del cellulare quando non sapevo esattamente cosa fare. All'improvviso, quando iniziavo a disperare, quei 2,5 pollici di schermata sembravano racchiudere la chiave dell'intero universo.
Meno di un'ora dopo, avevo già avvertito parenti e amici e mentalmente preparavo le valigie, raccoglievo le idee, organizzavo le ultime cose da fare. Passate due settimane, scesi dal treno, arrivata a Trieste, pronta per iniziare la mia nuova vita universitaria.
Se ve lo state chiedendo (chi non lo sa già), sì, il mio migliore amico, quello famoso di cui in (quasi) tutti i post precedenti, studia qui, ma naturalmente si tratta di una semplice coincidenza.

Amo questa città, amo la mia nuova facoltà, amo le cose che faccio. È stata la migliore scelta di sempre e tutto grazie ad un semplice SMS con scritto...

A parte il fatto che non ho il micropene...

Scritto da Lui, ovviamente, ma questo lo sapevate già.

domenica 26 febbraio 2012

Primavera

Pubblicato da Psy alle 12:13 0 commenti

Credevo che non sarebbe mai arrivata, e invece eccola qua. Quando ormai non ci speravo più, la luce e il calore hanno invaso le mie giornate.
Mi sembra di svegliarmi, aprire lentamente gli occhi e accorgermi con meraviglia che il mondo ha cambiato colore.


Io e il Cinico camminiamo per strada.


Lui: Smettila di sorridere, scema.
Io: Non ci riesco.
Lui: Ultimamente sei di una felicità quasi fastidiosa.
Io: È la primavera.
Lui: Qualunque cosa sia, sono contento che tu l'abbia trovata. Mi piace vederti così.
Io: Grazie.


Camminiamo una a fianco all'altro ancora per un po', in silenzio, mentre i tiepidi raggi primaverili scaldano me, lui e la felicità quasi fastidiosa.

 

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