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giovedì 20 novembre 2014

La revolución

Pubblicato da Psy alle 01:21 0 commenti
Non è stato un passaggio immediato realizzare di essere la patata finita per sbaglio in una zuppa di piselli. Non che mi sia mai pesato; al contrario, adoro non dover trascorrere le mie serate a parlare di assorbenti con le ali e a rimetterci lo smalto sulle unghie che non ho o qualunque altra cosa facciano solitamente le ragazze quando sono da sole. Nonostante ciò, devo ammettere che a volte un po' mi manca poter parlare di come sarebbe bello avere un fidanzato o delle 50 sfumature di grigio che può assumere il mio stato d'animo nelle giornate piovose, cose che i ragazzi stentano a comprendere fino in fondo.
Casualità volle che, nel mare di würstel surgelati in cui navigo, si ritrovassero altre 3 fanciulle cadute nella mia stessa bizzarra situazione.
E' stato un caso: un giorno, guardandoci, ci siamo accorte di avere tutte quante la farfallina al posto del pistolino... E abbiamo deciso di rivendicarla!
Sì, siamo ragazze, nonostante le apparenze e ne andiamo fierissime.
Ok, forse ragazze è un parolone.
Abbiamo più tette degli altri maschietti, che ne dite? Può andare come definizione?

Non soddisfatte di queste rivoluzionarie scoperte, abbiamo deciso di informare il resto del mondo e di ribellarci al dominio maschile organizzando cene e raduni solo per esseri femminei come noi.

Ragazze, esseri di sesso femminile, quelle strane creature con le tette e la bagigia.

Sono ridondante? Evidentemente non abbastanza.
A ogni cena ci ritroviamo un mucchio di giovani virgulti che tentano con ogni modo di infiltrarsi.
Si introducono clandestinamente dalle finestre, si calano con l'elicottero sul balcone, tentano la via del super push-up di Intimissimi.

Signori, una volta per tutte... La revolución è solo per

DONNE!!!!!!!

mercoledì 27 agosto 2014

Il Giovane Werther

Pubblicato da Psy alle 03:42 0 commenti
Antefatto, ove un nobile gentiluomo diventa un animale selvaggio.

Il Gorghenfest è uno degli appuntamenti imperdibili annuali; ovvero una delle 275 feste a cui ritengo di non poter assolutamente mancare senza che la mia vita sociale ne risenta in modo catastrofico. Tuttavia, la presenza di una particolare attrattiva incrementa il suo tasso di interesse del 200% rispetto ad altri eventi analoghi: la partecipazione (quasi) certa, ogni anno, del Giovane Werther.

Il baldo giovine in questione è una delle persone più intelligenti che conosca... Almeno da sobrio.
Wikipedia impallidisce innanzi alla sua accuratezza storica e l'Accademia della Crusca si inchina alla forbitezza del suo linguaggio. A noi comuni mortali non resta che pendere dalle sue labbra (dizionario alla mano) e cercare di coglierne la saggezza.

Cotanta raffinatezza di pensiero può diventare un fardello difficile da sopportare per un fanciullo sensibile come il Giovane Werther, che si vede dunque costretto ad annaffiare periodicamente i suoi neuroni con vino di pessima qualità per poter sostenere una conversazione paritaria e normale con i suoi coetanei. Quest'azione benefica nei confronti del genere umano non viene certo lasciata al caso, ma è frutto di meticolosi studi che hanno portato a deduzioni su quale sia il miglior rapporto gradazione alcolica/prezzo, disinibizione/possibili danni permanenti, ecc.
Purtroppo, per quanto questi studi possano essere basati su solide basi scientifiche e per quanto il giovanotto in questione sia uno spirito brillante, i risultati di tali esperimenti non sono sempre quelli sperati.

Fu così che, durante la festa in questione, il Giovane Werther divenne a un tratto il Giovane Hyde.

La tragedia, ovvero come una gentil fanciulla abbia a pentirsi delle proprie fantasticherie

Con movenze scimmiesche si strappa di dosso i vestiti e si getta sulla folla di poganti, scaraventando in aria virilissimi corpi metallari come fossero piume, mentre un inarrestabile fiume di sudore si lancia in picchiata dalla sua fronte abbattendo tutto ciò che gli sta intorno.

Camuffata tra la folla, seguo lo spettacolo con interesse, fantasticando su quei pettorali vigorosi che fanno bella mostra di sé sotto ciò che rimane della sua maglietta. Persa nei miei pensieri, non realizzo di essere stata scoperta.

Mi sveglio di soprassalto quando un pollice opponibile attraversa la mia fronte dicendo «Simba» con tono mistico, mentre mi unge con quello che deduco essere il sudore rimasto sulla sua fronte. Mi accingo a parlare per manifestare la mia disapprovazione, ma il Giovane Hyde mi ha già afferrato per un braccio e mi trascina in mezzo al delirio.
Ogni tentativo di fuga viene sventato da quegli omoni che saltano e sudano e spingono e sudano ancora, facendomi rimbalzare come la pallina di un flipper.
Realizzando che il suo braccio accorre in mio soccorso ogni volta che un paio di anfibi numero 47 sta per sacrificare la mia testa al dio Metal, inizio a rilassarmi e a godermi quest'esperienza paranormale.
Poi, senza preavviso, mi accorgo che il Giovane Hyde non è più nei paraggi e di essere dunque in balia del destino.

Conclusione, in cui la protagonista è confusa

Terrorizzata, mi appallottolo sperando che la sorte abbia pietà di me e chiudo gli occhi per non vedere la fine che si avvicina.
All'improvviso mi sento più leggera e mi sembra di volare nell'aria: è successo, sono morta.
Apro lentamente gli occhi.

Davanti a me l'impeccabile Giovane Werther mi fissa attraverso il suo impeccabile monocolo con aria di impeccabile disapprovazione. Scuote lentamente la testa.

«No, no, no. Signorina, non Le hanno forse insegnato che è pericoloso per una pulzella tentar la via del pogo? Per piacere, stia attenta.»

Attonita e sbigottita, mi allontano senza emettere suono.
Sul mio cervello galleggia la scritta Con l'alcol ho chiuso.

sabato 24 maggio 2014

Sogni liceali

Pubblicato da Psy alle 12:22 0 commenti
Agosto 2007, sabato

Ho finalmente trovato un fidanzato, Jacopo, il primo della mia vita. Sono così felice da trascorrere insieme a lui la totalità della mia giornata e sentire comunque che mi manca l'aria quando non c'è. Saltello per il mondo ricoperta da uno strato di gioia molesta: avere 18 anni ed essere in cima al mondo.
Questo fine settimana ci sarà una festa in montagna. Lui, purtroppo, non può venire con me, ma lo rivedrò il lunedì mattina. Avverto comunque la necessità di fare cose indicibili per rubare il suo numero di cellulare, perché chiederglielo era troppo mainstream.
Tra sostanze alcoliche di ogni genere e balli scatenati, conosco un ragazzo bellissimo. Ne sono talmente attratta che temo di sbavare, letteralmente, ai suoi piedi, cosa che lui non manca certo di notare.
Non ricordo come sia successo, se sia stato lui a venire da me o il contrario. Ricordo solo che a un certo punto ci ritrovammo a baciarci in modi decisamente vietati ai minori.
Ci metto solo un secondo a realizzare quello che sto facendo: sto tradendo Jacopo. Disperata, respingo il ragazzo appena conosciuto e mi allontano di corsa, in cerca di consolazione. Trovo la mia migliore amica avvinghiata a qualcuno che non ho mai visto prima e poco più in là, seduta tutta sola, la Capra, un'altra cara amica.
Passo oltre, fino ai boschi, ed estraggo il cellulare. Chiamo ripetutamente Jacopo, dicendogli cose che grazie al cielo non ricordo, in un mare di lacrime. Ad un certo punto mi arriva un suo messaggio in cui mi fa presente che lui dovrebbe dormire perché il mattino dopo lavora. Mi dirigo verso la festa a tutta la velocità che le mie giovani gambe consentono e salgo su un tavolo, dal quale urlo rivolta agli invitati "Ragazzi, abbassate le musica ché Jacopo deve dormire!". Un istante dopo, dormo anch'io, sotto il tavolo, senza capire bene il perché.
Mi sveglio, scoprendo con sommo stupore di essere ancora alla festa, e guardandomi intorno vedo un ragazzo dall'aria familiare. Si avvicina. Oh, ma certo, limonavamo fino a poco fa!
Lo prendo per mano e lo porto sulla panchina ove giace ancora la Capra, in solitudine e con aria triste. So di che cos'ha bisogno. Ordino all'ignoto di sedersi vicino a lei e con tutta la mia delicatezza alcolica faccio sbattere le loro teste una contro l'altra; meno di un secondo dopo le loro lingue si sono già incontrate.

Agosto 2007, domenica

Esco a gattoni dalla tenda, chiedendomi quale malefica divinità permetta che accadano queste cose.
I miei ricordi della sera prima si riducono a un ammasso disordinato di musica, luci e corpi ammassati, su cui non voglio indagare oltre.
Il mondo intorno gira vorticosamente. La mia testa. Nessuno osi parlarmi o potrei commettere qualche reato.
Uno sprovveduto mi si avvicina e mi saluta allegramente. Sto per imprecare e lo fisso per un lasso di tempo infinito, chiedendomi quando e dove l'abbia già visto. Mi ci vuole un bel po' (e uno sforzo creativo non indifferente) per ricollegarlo alle scene osé della sera prima. In quel momento, alle mie spalle, qualcuno accende lo stereo.


Maggio 2014, venerdì

Finalmente, il momento che aspettavo da 7 anni: i Matrioska dal vivo.

venerdì 9 maggio 2014

Silenzio

Pubblicato da Psy alle 12:22 0 commenti



Ieri Luca mentre giocava al pallone ha avuto un infarto.
E’ stato 8 minuti senza assistenza.
Ora è in terapia intensiva.


Ci conosciamo da poco. Hai solo 21 anni. Io... Non so cosa dire.

lunedì 21 aprile 2014

Friend zone

Pubblicato da Psy alle 02:08 0 commenti
Sono circondata da amici che non fanno che compatire la loro sventura in fatto di donne; snobbati continuamente da eteree fanciulle che ripetono senza sosta frasi come TiVedoSoloComeUnAmico, detto tutto d'un fiato con sguardo colmo d'imbarazzo.
Feriti nel profondo del loro alfissimo orgoglio maschile, corrono da me per lamentarsi delle loro disgrazie, affliggendomi con domande sui motivi per i quali nessuna ceda al loro fascino (cosa invero inspiegabile).
In pieno sconforto virile, abbondano i luoghi comuni sulle donne e frasi come SonoTutteUguali, NonSannoNeancheLoroQuelloCheVogliono, ChiLeCapisce, ecc, ecc.
Dopo anni di serate del genere, perennemente sommersa da maschi piagnistei, faccio notare, non senza un velo di pudore e timidezza, che, essendo dotata di organi genitali femminili, ho motivo di ritenere di essere anch'io quella cosa... Sì, ecco... Una donna.
Cala improvvisamente un silenzio imbarazzante.

Perdura il silenzio imbarazzante.

Corrono sguardi ulteriormente imbarazzati.

Infine, qualcuno scoppia a ridere.


martedì 11 febbraio 2014

Con la mia migliore amica...

Pubblicato da Psy alle 22:41 0 commenti
- Devi smetterla di avere tutti questi uomini!

- D'accordo, passo alle donne.


sabato 28 dicembre 2013

E' venerdì sera, e non c'è niente da fare

Pubblicato da Psy alle 01:07 0 commenti
Queste sono le mie serate preferite. Quelle in cui la domanda ricorrente è "Cosa facciamo a capodanno?", ma non riusciamo mai a darci una risposta perché "A proposito, ti ho detto che...". Quelle in cui il tempo passa troppo in fretta e abbiamo troppe cose di cui parlare e devi già andare a prendere il treno, "così presto?". Quelle in cui il risotto è troppo al dente e più che bagnato con del vino sembra che ci abbia fatto pure la doccia. Quelle in cui la protagonista del film sembra me, perché ha le tette e non ha paura di usarle, e la cantante di quella canzone sembra te, perché nessun altro potrebbe indossare vestiti così strani. Quelle in cui ti propongo di cucinare al tuo matrimonio e tu immagini scene apocalittiche, con lo sposo in fuga e il ristorante in fiamme. Quelle in cui ogni frase, ogni gesto, ogni atteggiamento e, soprattutto, ogni fotografia potrebbero diventare un'arma perché "vedrai alla tua laurea". Quelle in cui prendo appunti mentalmente per i tuoi regali di Natale, compleanno, battesimo, Channukah e qualunque altra ricorrenza possibile perché sei la mia migliore amica e voglio regalarti qualcosa di speciale. Quelle in cui "Cosa facciamo a capodanno?" e poi, chissà perché, ti racconto dei viaggi che intendo fare quest'estate, come se fosse una risposta perfettamente coerente a questa domanda. Quelle in cui ancora parli e ancora parli, ma bisogna correre al treno... "Di già?". Quelle in cui non serve fare qualcosa e chi se ne frega di capodanno, tanto... è bello anche così.


domenica 11 marzo 2012

Dove sei?

Pubblicato da Psy alle 17:28 2 commenti
Scoprire che non mi dici le cose, che non mi chiami, che non parli con me... Che non faccio più parte della tua vita. Ma come si fa? Mi manchi, mi manchi da morire.
Posso accettare che la gente nella mia vita vada e venga. Ma non tu. Tu sei la mia roccia, l'altra metà di me.


Quante volte abbiamo litigato e poi ci siamo abbracciate e ci siamo accorte di non poter vivere l'una senza l'altra?
Quante volte siamo rimaste sedute su una panchina a parlare per ore, fino a notte fonda?
Quante volte abbiamo pianto insieme?
Quanto volte abbiamo ballato sul tuo letto, ridendo come pazze?


Quante volte... ?

E ora non sono più niente per te.

Solo un'altra sconosciuta.

lunedì 13 febbraio 2012

L'amica fidanzata

Pubblicato da Psy alle 18:04 0 commenti
Arrivo con la faccia da coma profondo, un sorriso a 32 denti e gli occhi sfavillanti.


D.D.D *: A giudicare dalla tua espressione, direi che ci sono novità.
Io: Oh, sì. Ieri ho conosciuto il ragazzo più fantaspettacoloso di tutta la terra.
D.D.D: Perfetto! Hai preso il suo numero? Chiamalo subito e organizziamo un'uscita a quattro. Potremmo andare a fare l'aperitivo, poi in pizzeria e poi...
Io: Cara, frena. Non so nemmeno come si chiami.
D.D.D: Uffa! Vabbè, intanto che lo scopri... Perché non scrivi al biondino di qualche settimana fa? Credo che il programma vada bene comunque.
Io: Si è fidanzato.
D.D.D: E suo fratello?
Io: Partito per l'Erasmus.
D.D.D: Quello alto che avevi conosciuto al bar?
Io: ...
D.D.D: Il pallavolista?
Io: ...
D.D.D: Quello del negozio all'angolo?
Io: ...
D.D.D: Quello che ha sempre la sciarpetta?
Io: ...
D.D.D: Oh, insomma, hai mille uomini. Scegline uno a caso e facciamo questa benedetta uscita a quattro!





D.D.D. sta per Donna Del Dragone e no, non fa riferimento all'astrologia cinese, ma a una simpatica serie di libriccini per bambini il cui protagonista assomiglia incredibilmente al di lei fidanzato.

venerdì 27 gennaio 2012

A posto

Pubblicato da Psy alle 19:57 6 commenti
Su msn con un ex trombamico:

- Per quanto mi riguarda, ti metterei nella seconda categoria, quindi sei a posto.
- Eh? Che cosa vuol dire?
- Vedi, le donne sono divise in quattro categorie: quelle perfette, quelle che ti scoperesti volentieri, quelle con cui lo faresti solo nei tempi di magra e quelle con cui non andresti neanche se ti pagano.
- Ah.

mercoledì 25 gennaio 2012

La regola dell'amico

Pubblicato da Psy alle 15:43 3 commenti
Usciamo io e il Cinico da soli.
Entriamo in un locale affollato e ci tuffiamo subito in mezzo alla pista con un bicchiere in mano.
Mi chiedo che aspetto avessimo, visti da fuori, perché un gruppo di uomini allupati mi circonda, offrendomi vari cocktail colorati che profumano di fragola; mentre una biondina lo tira per la cravatta e cerca di sedurlo. Ce ne infischiamo altamente di ogni tentativo di corruzione esterno e torniamo a volteggiare insieme a ritmo di danza kuduro (come siamo dèmodè).

Molte canzoni e qualche drink più tardi, usciamo dal locale abbracciati e facciamo ritorno alla macchina.
Mi chiede di trovare un posto appartato dove poter parlare perché ha delle cose da dirmi e, senza aspettare la mia risposta, monta in macchina, avvia il motore e punta dritto verso le campagne (avete presenti le campagne del Trentino? Sono un intricato labirinto di vigneti, che consente ai giovani da generazioni la possibilità di appartarsi con un minimo rischio di essere scoperti).

Spegne la macchina in un punto talmente nascosto che a me le sue intenzioni sembrano più che evidenti, per cui cerco di assumere (a fatica, date le dimensioni ridotte della macchina) una posa da femme fatale e di fare uno sguardo ammaliante, anche se nel buio della notte non so quanto riesca ad apprezzare i miei sforzi. Attacca a parlare di una conversazione rimasta in sospeso qualche giorno prima, poi di temi di grande spessore culturale e infine anche di gossip cittadino.
Io inizio a spazientirmi. Controllo l'orologio. E' già passata più di un'ora da quando siamo arrivati in quel posto. Non ne posso più e decido di passare all'azione.

Senza preavviso, gli salto addosso.
La sua prima reazione è stata di vago stupore, poi si è rilassato e si è lasciato coinvolgere.

Dopo una decina di minuti mi ha allontanato da sé. Ero confusa, non capivo cosa intendesse fare... Finché non è scoppiato a ridere.
Il mio orgoglio ne ha sofferto moltissimo (soffre tuttora).

Accortosi del mio stato d'animo mi ha chiesto scusa dicendo:
Mi dispiace, stella, ma proprio non ce la faccio. Siamo troppo amici, mi sembra di baciare mia sorella!

... Mi sembra quasi di vederlo, Max Pezzali, stravaccato sul sedile posteriore. Ce la vedo, la sua faccia sghignazzante, mentre inizia a cantare...


lunedì 23 gennaio 2012

Incubi floreali

Pubblicato da Psy alle 19:55 3 commenti
Io non amo i fiori. Da piccola mia mamma mi proibiva di tenerli in casa perché diceva che profumano di cimitero e che le ricordano i morti.
Credo che mi abbia creato un trauma, per cui ricevere dei fiori mi mette in imbarazzo e non so mai come reagire.

Sono convinta che il mio karma sia un diavoletto burlone che si diverte a mettermi in difficoltà, altrimenti proprio non mi spiego come sia stato possibile che abbia ricevuto tre rose nel giro di una settimana, da tre persone diverse.


Scena 1

Ci siamo io e un mio amico di vecchia data seduti al bar dinnanzi a un aperitivo. Lui lo sa benissimo che non mi piacciono i fiori, e men che meno le rose.
Entra il classico tipo indiano che vende le rose e punta dritto su di noi: tu prende fiore per bellissima ragazza?
Il mio simpaticissimo (ormai ex) amico scoppia a ridere e gli chiede quale bellissima ragazza, perché non ne vede nessuna.
Ne consegue un dibattito sulle mie più o meno apprezzabili qualità fisiche.
Per chiudere la questione, il mio amico offre una birra all'uomo-rosa, che per compensare gli regala una rosa con cui mi vedo costretta a fare ritorno a casa.


Scena 2

E' domenica sera.
Normalmente a Trento non c'è molta vita notturna (gli universitari si danno all'alcolismo nascondendosi nei vicoli bui perché non c'è nient'altro da fare)... Ma la domenica è anche peggio del solito. Nemmeno nei vicoli bui potete trovare degli esseri viventi. Persino i piccioni sembrano trasferirsi altrove.
In questa desolazione, accetto di uscire con un conoscente remoto (amico di un amico di un ex compagno di classe, o qualcosa del genere).
Credo che imbarazzo renda bene l'idea della serata.
Cominciamo col dire che io odio il romanticismo affettato, le frasi da bacio perugina, ecc.
Lui sembra una mitragliatrice di smancerie e quando credo di non riuscire proprio a sopportare un'altra dose di miele lui conclude con: i tuoi occhi sono due stelle che illuminano la mia strada.
Non sono più riuscita a trattenermi dal ridere, per cui dissimulando come meglio potevo con una finta tosse sono corsa a rintanarmi in bagno per riprendermi.
Quando finalmente sono riuscita a smettere di ridere e quindi a uscire dal bagno, lui era in piene trattative con l'uomo delle rose.
Con sommo entusiasmo ha proclamato: guarda cosa ti ho preso! Una bellissima rosa, anche se non potrà mai essere bella quanto te.
A questo punto, ogni tentativo di trattenermi dal ridere è stato inutile.


Scena 3

Lui è bello e impossibile. Talmente bello che nessuno può resistergli: donne, uomini, animali. Cascano tutti ai suoi piedi come mosche... E l'uomo delle rose non fa eccezione.
Si avvicina al nostro tavolo e tenta di vendergli la rosa con i soliti stratagemmi. Il bello tira dunque fuori il portafoglio e gli fa vedere che è povero in canna.
Con una mossa del tutto inaspettata, l'omuncolo mette la rosa in mano al mio accompagnatore, si avvicina al suo orecchio, gli sussura "per te è gratis" e gli lecca la guancia, prima di sparire tra la folla del locale.

venerdì 20 gennaio 2012

No matter what they say...

Pubblicato da Psy alle 22:09 0 commenti
I Fighi sono complicati. Non sono il genere di persona con cui fai conoscenza una sera in un bar e il giorno dopo sono diventati i tuoi migliori amici. No, con loro bisogna sudare sette camicie per entrare nel loro piccolo mondo.
Io non so perché ho avuto questo onore.
Era un martedì quando ci siamo visti la prima volta. Li conoscevo per via traverse e, in preda alla noia assoluta, avevo accettato un loro invito a prendere un caffè.
Quella sera stessa ero già a dormire a casa di uno di loro (lo so cosa state pensando, porcellini, ma era una cosa del tutto innocente) e sono rimasta lì per il resto della settimana.
E' stato proprio amore al primo incontro.

E' successo tutto talmente in fretta che ammetto di essere rimasta un po' sconcertata, per cui una parte di me continuava a chiedersi perché fossi stata adottata subito come una di loro, finché un giorno...

Qualcuno aveva insinuato che girassero con me solo nella speranza di potarmi a letto, e mentirei se vi dicessi che non l'ho mai pensato.
Un grosso pregio/difetto del Cinico è che non gli si può nascondere nulla. Aveva capito subito che nascondevo qualcosa e sono anche quasi certa che avesse intuito esattamente qual era la situazione.
Qualche giorno dopo avevamo incontrato ad una festa l'individuo che mi aveva messo la pulce nell'orecchio. Aveva provato ad abbordarmi e, dopo aver realizzato che non c'era trippa per gatti, aveva fatto un commento maligno insinuando che non ci stavo con lui perché ero proprietà esclusiva dei Fighi.

Purtroppo per lui, il Cinico l'ha sentito.
Non dimenticherò mai quella scena.
Dall'alto del suo metro e novanta gli aveva detto:

Tu sei solo uno stupido che non ha capito niente. Ti piace per le sue belle tette e credi che sia lo stesso anche per noi? Non solo ti sbagli, ma ti stai pure perdendo il meglio che ha da offrire: la sua simpatia, la sua intelligenza. - Poi si era voltato verso di me e aveva continuato. - Stella, a me piaci perché sei dolcissima. Mi piace l'aria materna che hai mentre ti agiti in cucina per preparare il pranzo, pur sapendo benissimo che ci andrebbe bene anche un panino. Mi piacciono le battute demenziali che fai quando sei ubriaca. Mi piace la faccia da scema che fai quando balli e sei persa nel tuo mondo. A noi piaci così come sei e da te vogliamo solo questo, la tua amicizia.

Sì, le sue parole all'epoca mi avevano molto colpita... Ma mi ha colpita ancora di più scoprire giorno dopo giorno nel corso degli ultimi mesi che lo pensa davvero.

Non sono tipi convenzionali, non sono facili da capire e a volte sono proprio insopportabili. Eppure, nonostante tutto, a me piacciono così come sono.

domenica 15 gennaio 2012

Friends forever: I Fighi

Pubblicato da Psy alle 20:40 3 commenti
Io con le donne proprio non mi ci trovo.
I miei amici ritengono che io sia un uomo mancato, in realtà.
Non so se sia vero, ma so per certo che, in qualche modo, le mie amicizie sono per un buon 90% maschili.

Questa situazione mi si addice proprio. Loro mi vogliono bene, hanno delle tendenze iper-protettive da fratellone maggiore e scoraggiano i tipi molesti che ci provano nelle discoteche. Mentre io in cambio do loro consigli sulle rispettive fidanzate, sostegno psicologico (ammettiamolo, voi uomini non siete bravi in queste cose) e preparo deliziosi dolcetti... O almeno ci provo.

I problemi arrivano quando:
  1. Andiamo a una festa tutti insieme e a metà serata si dileguano ciascuno con una ragazza diversa... Dimenticandosi della mia esistenza, per cui mi vedo costretta a rimorchiare a mia volta uno che passava di lì per caso al solo scopo di scroccargli un passaggio per tornare a casa.
  2. Si ricordano eccome della mia esistenza... Per cui cercano di vendermi a un imprenditore milanese appena conosciuto in cambio di alcol.
  3. Mi telefonano, prima di uscire dicendo che sono terribilmente dispiaciuti, ma se escono con una ragazza è più difficile rimorchiare perché le altre donne credono che io sia la loro fidanzata (di tutti loro insieme, sì).
E' per questo motivo che ho deciso che i miei amici, "I Fighi", non mi bastano più e che occorre ampliare le mie frequentazioni...

Con risultati ancora da verificare.
 

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