mercoledì 29 febbraio 2012

Insieme

Pubblicato da Psy a 08:19 0 commenti
- Mi sono fidanzata.
- Lo so.


- Ti va di vederci? Aperitivo in città e poi andiamo a casa mia per continuare la serata.
- Mi dispiace, ma ormai sono una donna impegnata, non posso.
- Beh, e io ho una nuova trombamica!


- Quando ci vediamo per quella cena che avevamo lasciato in sospeso tempo fa?
- Credo che tu abbia impiegato troppo tempo a deciderti... Non sono più single.
- Cosa? Ma c'ero prima io!

domenica 26 febbraio 2012

Primavera

Pubblicato da Psy a 12:13 0 commenti

Credevo che non sarebbe mai arrivata, e invece eccola qua. Quando ormai non ci speravo più, la luce e il calore hanno invaso le mie giornate.
Mi sembra di svegliarmi, aprire lentamente gli occhi e accorgermi con meraviglia che il mondo ha cambiato colore.


Io e il Cinico camminiamo per strada.


Lui: Smettila di sorridere, scema.
Io: Non ci riesco.
Lui: Ultimamente sei di una felicità quasi fastidiosa.
Io: È la primavera.
Lui: Qualunque cosa sia, sono contento che tu l'abbia trovata. Mi piace vederti così.
Io: Grazie.


Camminiamo una a fianco all'altro ancora per un po', in silenzio, mentre i tiepidi raggi primaverili scaldano me, lui e la felicità quasi fastidiosa.

sabato 25 febbraio 2012

Tu

Pubblicato da Psy a 08:09 0 commenti

Mi fai impazzire. Mi fai sentire una tredicenne. Mi fai sentire piccola, ingenua e piena di speranze.
Mi fai battere il cuore che non credevo più di avere, che avevo chiuso in un cassetto buttando via la chiave.

Mi fai sentire speciale e mi fai sorridere quando dici che io invece ti faccio sentire parte del mucchio, perché non potresti mai esserlo.

Mi fai paura, perché non so come, ma hai la capacità di farmi parlare di me stessa e di tutto ciò che preferirei lasciare a marcire in un angolo recondito della mia memoria.
Mi fai stravedere quando parli del tuo mondo e delle tue passioni e ti brillano gli occhi e mi ricordi che un tempo ero viva anch'io.

domenica 19 febbraio 2012

Controllori

Pubblicato da Psy a 17:06 4 commenti
Su 20 controllori, 19 sono rincoglioniti e 1 è stronzo. I 19 rincoglioniti ve li potete girare come volete. L'ultimo, invece, lo si incontra raramente, con un po' di astuzia gli si può ispirare compassione e farsi fare una multa piuttosto misera ed è il più utile di tutti: in un'unica chiacchierata, infatti, vi fornirà almeno 19 ottimi modi per fregare i suoi colleghi.

venerdì 17 febbraio 2012

The shy guy

Pubblicato da Psy a 15:16 2 commenti


Lui: Ciao!
Io: Ciao
Lui: Come stai?
Io: Bene e tu?
Lui: Bene... Ti-va-di-uscire-con-me? - Parla talmente in fretta che non capisco una parola di quello che dice.
Io: Come scusa?
Lui: Eh eh, scherzavo. Hai preso paura, eh?
Io: No, veramente, non ho capito.
Lui: V... 'scire... me?
Io: Vuoi che esca con te?
Lui: Sì. Cioè, no, stavo scherzando. Tanto lo so che mi dirai di no.
Io: Stai facendo tutto da solo.
Lui: Allora esci?
Io: 

martedì 14 febbraio 2012

Happy Valentine's day

Pubblicato da Psy a 21:12 0 commenti
A "grande richiesta " arriva lo speciale San Valentino!

2008
Tradizionalmente, nella ridente cittadina di Trento, il giorno di San Valentino se ci si presenta in coppia al cinema si paga solo un biglietto... Ma noi siamo in tre (tre single sfigatissimi, per la precisione).

- Due biglietti, prego.
- Siete una coppia? - La signora alla cassa ci guarda con aria decisamente dubbiosa e io rischio di scoppiare a ridere. Per fortuna interviene il mio accompagnatore.
- Sì.

La bigliettaia si volta dunque verso l'altro amico.

- Prego?
- Un biglietto... Potrebbe darmi un posto vicino alla tenera coppietta? Grazie.

La signora sospira e scuote la testa.

2009
Primo San Valentino fidanzata. Decidiamo di mutuo accordo di essere contrari a queste smancerie.
Noi non festeggiamo la festa degli innamorati, bensì il carnevale, per cui ci rechiamo in trasferta a Venezia.
A un certo punto lui tira fuori un mazzo di rose, cioccolatini e pensierini vari.

- Credevo avessimo deciso di non festeggiare San Valentino.
- Certo, naturalmente, infatti questi sono per augurarti buon carnevale!

2010
Stiamo insieme da 3 giorni, per cui mi sembra del tutto ridicolo perdersi in romanticherie senza senso, perciò questa volta affronto la situazione di petto e gli proibisco categoricamente di presentarsi con qualsiasi forma di regalo.
Alle 23.59 del 13 Febbraio lui tira fuori una scatola di cioccolatini.

Buon Non-San-Valentino!

2011
Mi rassegno all'evidenza e accetto di scambiare moine e regalini pucciosi.
Lui si presenta con una scatola di baci perugina.
Apro il cioccolatino e leggo la prima frase:

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.

- Amore, mi stai dando del rospo?
- No, certo che no! Aprine un altro, vedrai che andrà meglio.

La poligamia è avere una moglie di troppo. La monogamia lo stesso.


Evidentemente, il fatto che io abbia deciso di accettare San Valentino non significa che San Valentino abbia deciso di accettare me.

2012
Sdraiata su un letto a fianco al Cinico.

- Stella, vuoi metterti insieme a me?
- Ceeeeeeeeerto - Leggere con tono palesemente ironico.
- E quanto vuoi metterti insieme a me, da uno a dieci?
- Due?
- No, dai, è troppo poco.
- Cinque?
- Almeno dieci!
- Ok, dieci.
- Solo?
- Ventordicimila.
- Sì, così può andare. Ora baciami.

lunedì 13 febbraio 2012

L'amica fidanzata

Pubblicato da Psy a 18:04 0 commenti
Arrivo con la faccia da coma profondo, un sorriso a 32 denti e gli occhi sfavillanti.


D.D.D *: A giudicare dalla tua espressione, direi che ci sono novità.
Io: Oh, sì. Ieri ho conosciuto il ragazzo più fantaspettacoloso di tutta la terra.
D.D.D: Perfetto! Hai preso il suo numero? Chiamalo subito e organizziamo un'uscita a quattro. Potremmo andare a fare l'aperitivo, poi in pizzeria e poi...
Io: Cara, frena. Non so nemmeno come si chiami.
D.D.D: Uffa! Vabbè, intanto che lo scopri... Perché non scrivi al biondino di qualche settimana fa? Credo che il programma vada bene comunque.
Io: Si è fidanzato.
D.D.D: E suo fratello?
Io: Partito per l'Erasmus.
D.D.D: Quello alto che avevi conosciuto al bar?
Io: ...
D.D.D: Il pallavolista?
Io: ...
D.D.D: Quello del negozio all'angolo?
Io: ...
D.D.D: Quello che ha sempre la sciarpetta?
Io: ...
D.D.D: Oh, insomma, hai mille uomini. Scegline uno a caso e facciamo questa benedetta uscita a quattro!





D.D.D. sta per Donna Del Dragone e no, non fa riferimento all'astrologia cinese, ma a una simpatica serie di libriccini per bambini il cui protagonista assomiglia incredibilmente al di lei fidanzato.

Could this be love?

Pubblicato da Psy a 00:43 0 commenti
Io sono contraria alle relazioni. Non ci riesco, vanno contro la mia natura.
La fedeltà mi riesce particolarmente male. Sono egoista, non sono in grado di anteporre le necessità altrui alle mie. Amo la mia libertà e i legami mi soffocano, mi opprimono, mi fanno sentire in trappola.
E' un mio grosso limite e difetto, ma è così.

Eppure... Cosa succede quando incontri qualcuno che ha i tuoi stessi pensieri? Una persona che capisce il tuo atteggiamento di fronte alla vita. Qualcuno disposto a condividere il tuo desiderio di avventura, anziché ostacolarlo. Cosa succede quando sembra tutto troppo bello per essere vero... E infatti non lo è?

Non mi sento pronta per tutte queste sensazioni. Non mi sento pronta per lasciarmi andare. Non mi sento pronta per correre dei rischi. Non mi sento pronta per vivere quest'avventura... Ma quando mi perdo nei suoi occhi, non occorre sentirsi pronti.

Accade e basta.

venerdì 10 febbraio 2012

Romanticismo

Pubblicato da Psy a 22:26 2 commenti
Immaginate la scena: io e lui da soli, il tavolo lussuosamente apparecchiato per l'occasione, centinaia di candele che rendono l'atmosfera calda e intima. Apro il forno e ne tiro fuori prelibatezze di ogni sorta, intanto che lui stappa una bottiglia di vino del '46.


Nulla di tutto ciò.


Sul tavolo spoglio giace soltanto una tovaglia di plastica consumata. Tuttavia confido di salvare la situazione puntando sulla qualità cibo.
Metto a bollire l'acqua e nell'attesa iniziamo a guardare un film. Solo mezz'ora dopo mi ricordo di tornare in cucina; butto la pasta nelle quattro gocce di acqua rimaste sul fondo della pentola e ritorno a guardare la TV.

In un momento imprecisato della serata...

- Stella, che fine ha fatto la nostra cena?

Corro in cucina e prendo un piccolo assaggio di quella cosa per metà incollata sul fondo del tegame e per metà ancora cruda poiché rimasta fuori dall'acqua che nel frattempo è evaporata quasi del tutto. 
Mentre mastico, lui continua a parlare, io mi distraggo e... Non ricordo più se fosse pronta.
Prendo un altro boccone con la forchetta e la scena si ripete. 
Decido dunque arbitrariamente che essa deve per forza essere cotta e la scolo.
Sono certissima che ci sia del pesto pronto in frigo... E invece no.
Niente pesto, passata di pomodoro, verdure o qualunque genere alimentare. Non c'è nemmeno l'olio di oliva. L'unica cosa che riesco a rimediare è una microscopica scatoletta di tonno.

- La cena è pronta!

Lui guarda il piatto con aria dubbiosa.

- Mmm... Croccante, questa pasta.
- Oh, no. Ho dimenticato il sale!
- Tranquilla, stella, è (quasi) buono.
- Dici davvero?

Lui scoppia a ridere.

- No. Apprezzo lo sforzo, ma questo tonno è talmente al naturale che sembra quasi vivo. Andiamo in pizzeria?
- Mi hai letto nel pensiero.

Ecco, ora potete fare ritorno all'idilliaca scena iniziale (forse non proprio così, ma ci andava sicuramente molto più vicino).

mercoledì 8 febbraio 2012

The magic number

Pubblicato da Psy a 20:47 3 commenti
Con un'amica al bar.

Lei: Com'è andato il sabato sera?
Io: E' stato... Interessante. Ho perso il treno per tornare a casa, sono stata abbandonata in un bar dall'amica che mi doveva ospitare e ci è mancato pochissimo che mi ritrovassi a dormire sotto un ponte.
Lei: E come hai fatto a cavartela?
Io: Ho fatto amicizia con un ragazzo...
Lei: Oddio! Non ti sarai mica fermata a dormire da UNO SCONOSCIUTO?
Io: Certo che no. Dopo che ho fatto amicizia con lui, mi ha presentato l'intera squadra di cui fa parte! Erano in nove.

Interviene a questo punto una che passava di lì per caso.

Ignota: Scusa, che cos'hai fatto con una squadra di sconosciuti?
Io (piuttosto in imbarazzo): Mi hanno offerto da bere un bicchierino di vodka alla menta per ciascuno.
Ignota: Quindi nove short drinks. Ok, e poi?
Io: Beh e poi abbiamo ballato moltissimo, con tutti e nove.
Ignota: Ah-ha... E te li sei portati a letto tutti e nove?
Io: Assolutamente no!
Ignota: Wow. Posso avere i loro numeri di telefono, per piacere? E magari anche il tuo, che ne dici?
Io: Certo, naturalmente, ma... Tu chi sei?!

domenica 5 febbraio 2012

Disaster date

Pubblicato da Psy a 23:47 4 commenti
Lui è il classico errore alcolico. Il genere di ragazzo che non degneresti di uno sguardo senza prima aver tracannato qualche bicchierino di vodka.
Il secondo grosso errore alcolico è stato lasciargli il mio numero di telefono.

Da giorni mi ritrovo una decina di chiamate perse ogni volta che do un'occhiata al cellulare. Gli SMS diluviano. Facebook, MSN, Twitter, YouTube, YouPorn. Ogni mezzo è buono per cercare di contattarmi.
Non si lascia scoraggiare dalle mancate risposte, dal tono seccato con cui gli parlo al telefono, dalle migliaia di scuse (palesi) che tento di improvvisare quando mi chiede di uscire. E' tutto inutile, non si arrende.
Il mio spirito caritatevole - accidenti a lui! - mi impone di dargli almeno una chance. In fondo l'aspetto non è tutto e spesso le prime impressioni ingannano.
... Magari non è così terribile come sembra.

Sono a letto con l'influenza quando mi chiama (ancora) per chiedermi di uscire. Provo a spiegargli che sarebbe meglio rimandare a un altro giorno, ma questa volta è irremovibile, perciò alla fine cedo e ci accordiamo su dove e quando trovarci.
Decidiamo di fare un salto alla miglior gelateria dei dintorni, che dista qualche chilometro da casa mia.

Passa a prendermi in macchina e, per fare colpo, fa il galletto con la sua guida spericolata.
Io non so come dirglielo, ma... Soffro di mal d'auto.
Per fortuna siamo quasi arrivati e conto i pochi metri che mi separano dalla salvezza.
Un secondo! Perché non si è fermato? Sta andando avanti. Non capisco.
Parcheggia dalla parte opposta della città e, con gli occhietti a cuoricino, mormora "Ti va se facciamo una passeggiata?". Il mondo intorno a noi è freddo, il termometro dall'altro lato della strada segna -5°. Apro la portiera e sento il gelo che cala fin dentro nelle ossa. Che idea romantica.
Camminiamo per una mezz'oretta. Lui prova a intavolare un discorso. Io mi limito a grugnire intirizzita.
Arriviamo finalmente in gelateria. Dialogo:

- Domenica potresti venire con me dai miei genitori. Sono simpatici, ti piaceranno.
- No.
- Sai, sono proprio contento. Adesso che ci frequentiamo posso finalmente fare le cose che mi piacciono davvero. Ad esempio potremmo passare il sabato sera a casa, a guardarci un film, senza bisogno di uscire.

Ricordate il primo post che ho scritto su questo blog? Io non posso vivere senza vita sociale! A questo punto iniziavo già a odiarlo.

- Ma dimmi un po', cosa pensi di me? Forse mi sono sbilanciato troppo? E' che mi piaci davvero tanto. E' per questo che ti ho baciata, l'altra sera. Insomma... Non bacio le ragazze per sport, come i ragazzini, per me il bacio ha un significato vero. E quando bacio una ragazza, poi mi ci affeziono.

Sì, lo ripeto ancora, sono stronza. Sono scoppiata a ridere.
Niente paura, sono riuscita a camuffare la cosa e credo che lui non se ne sia accorto.
Sorseggio la mia cioccolata (eh, dopo la romantica passeggiata non me la sono sentita di prendere il gelato) in silenzio per il resto del tempo e poi gli chiedo di riaccompagnarmi a casa.
Lui fa il bulletto alla guida anche al ritorno e la cioccolata dentro di me manifesta la sua disapprovazione.
Ferma la macchina sotto casa mia. Sono verde e sto per vomitare.

- Ci rivediamo domani?
- No!

venerdì 3 febbraio 2012

Ironia della sorte

Pubblicato da Psy a 21:56 5 commenti
La giornata è stata un disastro fino a adesso. Io e il Cinico abbiamo girato da una parte all'altra del trentino, prendendo clandestinamente treni, autobus e qualunque mezzo di trasporto siamo riusciti a recuperare, nella speranza di mettere insieme un programma decente per la serata. Ma ora... È giunto il momento di far sì che tutte quelle corse siano valse la pena.

Non sono ubriaca, ma mi sento inebriata ed euforica. Invincibile. Ballo da sola, fregandomene del resto del mondo. Non sento e non vedo nulla: siamo solo io e la musica.
Sono talmente persa nel mio mondo che non mi accorgo nemmeno di essere circondata da un gruppo di ragazzi finché il Cinico non me lo sussurra all'orecchio. Mi guardo intorno per la prima volta: vicino a me ci sono 3 ragazzi.
Lo so, sono stronza... Ma per il resto della serata mi sono divertita a sedurne uno, a turno, e quando la situazione iniziava a farsi pericolosa e rischiava di sfuggirmi di mano, scappavo passando al prossimo.
Il Puma, che era uno di questi tre, quando ha capito che gioco stavo facendo, ha lasciato perdere ogni tentativo di approccio nei miei confronti e si è concentrato su un'altra preda, una ragazza dai capelli rossi piuttosto carina. Perciò ho smesso di giocare e sono tornata a ballare da sola nel mio angolino, senza curarmi degli altri.
Sono risorta solo quando ho sentito qualcuno che mi afferrava la mano, mi trascinava in un angolo e mi baciava sulle labbra.
Ero confusa e ci ho messo molto a capire di chi si trattasse. E' stato chiaro solo quando mi sono staccata un secondo e ho colto la rabbia negli occhi del Puma: era la sua preda.

mercoledì 1 febbraio 2012

Uomini odiabili

Pubblicato da Psy a 00:37 7 commenti
Forse dipende dal mio essere un uomo mancato, da un difetto congenito o da un problema di comprensione di linguaggio, fatto sta che io certi tipi di uomini proprio non li sopporto.

Parliamo, ad esempio, degli iper-possessivi.
Ci siamo visti solo una volta per andare a bere qualcosa insieme, così senza impegno. A dirla proprio tutta, è già tanto se riesco a ricordarmi come si chiama, eppure lui... Mi chiede cosa faccio questa sera e, sentendosi rispondere che esco con un amico, dà in escandescenze come se gli avessi appena detto che sto andando a fare sesso estremo con un'intera squadra di calcio.
E poi, anche se fosse, chi sei tu per vietarmelo?

Parlando di uomini odiabili, loro sono sicuramente tra i primi... Sono OVUNQUE: in biblioteca, in facoltà, al supermercato ma, soprattutto, vicino al kebabbaro.
Mi squadrano come se volessero mettere anche me dentro al panino ricoperta di salsa piccante e al mio passaggio (o di qualsiasi essere semovente che respiri) urlano dietro cose come psssch, mcccccci, ciuuu e, se sono alfabetizzati, Ciao bella! Dove vai? Vai a casa?
Non so se nella loro testa una donna dovrebbe sentirsi lusingata da questo genere di attenzioni e "complimenti", ma vi posso assicurare che la maggior parte delle volte il risultato è solo un fuggi-fuggi generale di ragazze infastidite.


Ma quelli che odio più di tutti sono quelli che ci provano alla Johnny Bravo. Detesto il loro atteggiamento strafottente da "ma sì, questa ci sta", l'aria da galletto e il loro modo di comportarsi, come se ti stessero facendo un favore a degnarti della loro attenzione.
Riescono a cogliere un'allusione in qualunque suono più o meno articolato uscito dalla tua bocca. Ogni tua mossa è una prova inconfutabile del fatto che TU ci stai provando con loro.

Un tipo particolare di Johnny Bravo sono i ragazzi che ti abbordano su facebook (o su altri mezzi virtuali) con qualsiasi scusa e che per provarci dapprima ti chiedono di vedere la tua fotografia e, davanti a un rifiuto convinto, cambiano strategia...

Ti mandano una fotografia dei loro addominali scolpiti (sicuramente presa da internet) e ti dicono qualcosa come: Se mi mandi la tua fotografia, ti faccio vedere anche il resto. (Sì, era proprio quello che volevo).

Ragazzi, non ci siamo. Proprio non ci siamo! E' rimasto qualche uomo in circolazione che si ricorda come si fa a provarci con una ragazza?
 

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