sabato 25 maggio 2013

Il buco

Pubblicato da Psy alle 16:21 0 commenti
Come dicevo nel post precedente, al momento sono una creatura scarsamente mobile e con un'autonomia che sarebbe consona a un essere umano di età inferiore ai tre anni. La causa di tutto ciò non è, come pensano subito tutti, un incidente automobilistico, bensì una sventurata caduta in un buco. Sì, un buco. Ignoro il motivo per cui questa sconcertante verità susciti estrema ilarità nel prossimo che, invece di accertarsi sullo stato di salute delle mie povere vertebre, si diletta a immaginare come sia potuto accadere... A tal punto da vedermi costretta a fare una top tre di storie del buco.

3     Al terzo posto troviamo Cappuccetto Rosso!

Passeggiava un giorno tra gli alberi un'allegra fanciulla fischiettante, quando, all'improvviso, comparve un buco. La giovinetta, troppo intenta a raccogliere fiori (o, secondo altre versioni dei fatti, a cercare il circuire l'ingenuo lupo con sguardi ammiccanti e scollature vertiginose), non si avvide del pericolo e vi precipitò per svariati metri, per la gioia del licantropo che, si sa, è sposato e ha una famiglia a cui pensare, e non può certo permettersi di dilettarsi con simili scappatelle.



2     Naturalmente non poteva mancare una versione XXX degli eventi.

- Sembri la mia trisnonna quando cammini. Che cosa diamine ti è successo?
- Mi trovavo un giorno ad un concerto quando, inspiegabilmente, caddi in un buco che...
- In un buco?!
- Sì, un buco.
- Di chi?




1     Dal genio di Tim Burton, ecco a voi la storia che ha appassionato medici e infermieri del pronto soccorso, baristi e vecchi alcolizzati, ignari passanti e anziane signore alla fermata dell'autobus...

Alice in Wonderland

(No, dico, volete davvero che ve la spieghi?)

sabato 4 maggio 2013

Diritto all'infelicità

Pubblicato da Psy alle 12:56 2 commenti
Stare bene con qualcuno significa poter essere infelice senza paura e senza timore. Sono molte le persone con cui puoi stare bene, ma sono poche le persone con cui puoi concederti il lusso di essere infelice, di non sorridere per tutto, di piangere di tristezza o di rabbia, di urlare per il dolore, di dire che da 1 a 10 la tua sofferenza sta sfiorando il 15 e dirgli ti odio e sentirti rispondere con un bacio "ti voglio bene anch'io", senza alcuna ironia.
Non che sia il modo giusto di trattare qualcuno, ma con 2 vertebre rotte le mie capacità diplomatiche sono scese ai minimi storici e Lui è l'unica persona che voglio intorno, perché mi fa sentire a casa, perché mi sento serena, perché mi sento me stessa e, soprattutto, perché è l'unico con cui ogni tanto mi sento in diritto di non essere né forte né coraggiosa né simpatica... Ed è l'unico che mi sopporta anche così!
 

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