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domenica 26 febbraio 2012

Primavera

Pubblicato da Psy alle 12:13 0 commenti

Credevo che non sarebbe mai arrivata, e invece eccola qua. Quando ormai non ci speravo più, la luce e il calore hanno invaso le mie giornate.
Mi sembra di svegliarmi, aprire lentamente gli occhi e accorgermi con meraviglia che il mondo ha cambiato colore.


Io e il Cinico camminiamo per strada.


Lui: Smettila di sorridere, scema.
Io: Non ci riesco.
Lui: Ultimamente sei di una felicità quasi fastidiosa.
Io: È la primavera.
Lui: Qualunque cosa sia, sono contento che tu l'abbia trovata. Mi piace vederti così.
Io: Grazie.


Camminiamo una a fianco all'altro ancora per un po', in silenzio, mentre i tiepidi raggi primaverili scaldano me, lui e la felicità quasi fastidiosa.

martedì 14 febbraio 2012

Happy Valentine's day

Pubblicato da Psy alle 21:12 0 commenti
A "grande richiesta " arriva lo speciale San Valentino!

2008
Tradizionalmente, nella ridente cittadina di Trento, il giorno di San Valentino se ci si presenta in coppia al cinema si paga solo un biglietto... Ma noi siamo in tre (tre single sfigatissimi, per la precisione).

- Due biglietti, prego.
- Siete una coppia? - La signora alla cassa ci guarda con aria decisamente dubbiosa e io rischio di scoppiare a ridere. Per fortuna interviene il mio accompagnatore.
- Sì.

La bigliettaia si volta dunque verso l'altro amico.

- Prego?
- Un biglietto... Potrebbe darmi un posto vicino alla tenera coppietta? Grazie.

La signora sospira e scuote la testa.

2009
Primo San Valentino fidanzata. Decidiamo di mutuo accordo di essere contrari a queste smancerie.
Noi non festeggiamo la festa degli innamorati, bensì il carnevale, per cui ci rechiamo in trasferta a Venezia.
A un certo punto lui tira fuori un mazzo di rose, cioccolatini e pensierini vari.

- Credevo avessimo deciso di non festeggiare San Valentino.
- Certo, naturalmente, infatti questi sono per augurarti buon carnevale!

2010
Stiamo insieme da 3 giorni, per cui mi sembra del tutto ridicolo perdersi in romanticherie senza senso, perciò questa volta affronto la situazione di petto e gli proibisco categoricamente di presentarsi con qualsiasi forma di regalo.
Alle 23.59 del 13 Febbraio lui tira fuori una scatola di cioccolatini.

Buon Non-San-Valentino!

2011
Mi rassegno all'evidenza e accetto di scambiare moine e regalini pucciosi.
Lui si presenta con una scatola di baci perugina.
Apro il cioccolatino e leggo la prima frase:

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.

- Amore, mi stai dando del rospo?
- No, certo che no! Aprine un altro, vedrai che andrà meglio.

La poligamia è avere una moglie di troppo. La monogamia lo stesso.


Evidentemente, il fatto che io abbia deciso di accettare San Valentino non significa che San Valentino abbia deciso di accettare me.

2012
Sdraiata su un letto a fianco al Cinico.

- Stella, vuoi metterti insieme a me?
- Ceeeeeeeeerto - Leggere con tono palesemente ironico.
- E quanto vuoi metterti insieme a me, da uno a dieci?
- Due?
- No, dai, è troppo poco.
- Cinque?
- Almeno dieci!
- Ok, dieci.
- Solo?
- Ventordicimila.
- Sì, così può andare. Ora baciami.

venerdì 10 febbraio 2012

Romanticismo

Pubblicato da Psy alle 22:26 2 commenti
Immaginate la scena: io e lui da soli, il tavolo lussuosamente apparecchiato per l'occasione, centinaia di candele che rendono l'atmosfera calda e intima. Apro il forno e ne tiro fuori prelibatezze di ogni sorta, intanto che lui stappa una bottiglia di vino del '46.


Nulla di tutto ciò.


Sul tavolo spoglio giace soltanto una tovaglia di plastica consumata. Tuttavia confido di salvare la situazione puntando sulla qualità cibo.
Metto a bollire l'acqua e nell'attesa iniziamo a guardare un film. Solo mezz'ora dopo mi ricordo di tornare in cucina; butto la pasta nelle quattro gocce di acqua rimaste sul fondo della pentola e ritorno a guardare la TV.

In un momento imprecisato della serata...

- Stella, che fine ha fatto la nostra cena?

Corro in cucina e prendo un piccolo assaggio di quella cosa per metà incollata sul fondo del tegame e per metà ancora cruda poiché rimasta fuori dall'acqua che nel frattempo è evaporata quasi del tutto. 
Mentre mastico, lui continua a parlare, io mi distraggo e... Non ricordo più se fosse pronta.
Prendo un altro boccone con la forchetta e la scena si ripete. 
Decido dunque arbitrariamente che essa deve per forza essere cotta e la scolo.
Sono certissima che ci sia del pesto pronto in frigo... E invece no.
Niente pesto, passata di pomodoro, verdure o qualunque genere alimentare. Non c'è nemmeno l'olio di oliva. L'unica cosa che riesco a rimediare è una microscopica scatoletta di tonno.

- La cena è pronta!

Lui guarda il piatto con aria dubbiosa.

- Mmm... Croccante, questa pasta.
- Oh, no. Ho dimenticato il sale!
- Tranquilla, stella, è (quasi) buono.
- Dici davvero?

Lui scoppia a ridere.

- No. Apprezzo lo sforzo, ma questo tonno è talmente al naturale che sembra quasi vivo. Andiamo in pizzeria?
- Mi hai letto nel pensiero.

Ecco, ora potete fare ritorno all'idilliaca scena iniziale (forse non proprio così, ma ci andava sicuramente molto più vicino).

mercoledì 25 gennaio 2012

La regola dell'amico

Pubblicato da Psy alle 15:43 3 commenti
Usciamo io e il Cinico da soli.
Entriamo in un locale affollato e ci tuffiamo subito in mezzo alla pista con un bicchiere in mano.
Mi chiedo che aspetto avessimo, visti da fuori, perché un gruppo di uomini allupati mi circonda, offrendomi vari cocktail colorati che profumano di fragola; mentre una biondina lo tira per la cravatta e cerca di sedurlo. Ce ne infischiamo altamente di ogni tentativo di corruzione esterno e torniamo a volteggiare insieme a ritmo di danza kuduro (come siamo dèmodè).

Molte canzoni e qualche drink più tardi, usciamo dal locale abbracciati e facciamo ritorno alla macchina.
Mi chiede di trovare un posto appartato dove poter parlare perché ha delle cose da dirmi e, senza aspettare la mia risposta, monta in macchina, avvia il motore e punta dritto verso le campagne (avete presenti le campagne del Trentino? Sono un intricato labirinto di vigneti, che consente ai giovani da generazioni la possibilità di appartarsi con un minimo rischio di essere scoperti).

Spegne la macchina in un punto talmente nascosto che a me le sue intenzioni sembrano più che evidenti, per cui cerco di assumere (a fatica, date le dimensioni ridotte della macchina) una posa da femme fatale e di fare uno sguardo ammaliante, anche se nel buio della notte non so quanto riesca ad apprezzare i miei sforzi. Attacca a parlare di una conversazione rimasta in sospeso qualche giorno prima, poi di temi di grande spessore culturale e infine anche di gossip cittadino.
Io inizio a spazientirmi. Controllo l'orologio. E' già passata più di un'ora da quando siamo arrivati in quel posto. Non ne posso più e decido di passare all'azione.

Senza preavviso, gli salto addosso.
La sua prima reazione è stata di vago stupore, poi si è rilassato e si è lasciato coinvolgere.

Dopo una decina di minuti mi ha allontanato da sé. Ero confusa, non capivo cosa intendesse fare... Finché non è scoppiato a ridere.
Il mio orgoglio ne ha sofferto moltissimo (soffre tuttora).

Accortosi del mio stato d'animo mi ha chiesto scusa dicendo:
Mi dispiace, stella, ma proprio non ce la faccio. Siamo troppo amici, mi sembra di baciare mia sorella!

... Mi sembra quasi di vederlo, Max Pezzali, stravaccato sul sedile posteriore. Ce la vedo, la sua faccia sghignazzante, mentre inizia a cantare...


 

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