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sabato 21 giugno 2014

L'esame

Pubblicato da Psy alle 16:44 0 commenti
Devo ammetterlo, non mi sono precisamente sprecata per questo esame: tra viaggi, traslochi, corse, impegni vari, mi sono ritrovata a fare la conoscenza dell'incomprensibile libro a soli tre giorni dall'esame. 

- Buongiorno, professore.
- Buongiorno, signorina... Signorina... Ma da dove viene con questo nome così particolare?
- Ehmmm... Cile.
- Oh, Cile! Ci sono stato qualche anno fa. Che bel paese e che bel clima! Avete giocato anche molto bene contro l'Australia, ha visto?

Ripasso mentalmente il programma e mi chiedo di quale capitolo del libro stia parlando.

- Cosa? Ah! I mondiali! Certo, bellissima partita, sì, sì.
- Allora, mi dica...

Trattengo il fiato, in attesa della fatidica domanda che porrà fine alle mie illusioni di riuscire a superare questo esame.

- Com'è arrivata in Italia?

Trascorro i dieci minuti successivi esponendo la versione bignami della mia vita.

- E' mai stata in Messico? Un posto fantastico per andare in vacanza. E i messicani, poi... Gente fantastica e hanno un'università di ottimo livello. Avevo fatto un progetto molto interessante con loro qualche anno fa perché...

Trascorre i dieci minuti successivi esponendo una versione (non troppo) bignami della sua vita.

- Ma torniamo a noi. Ha qualche argomento da cui le piacerebbe partire?

Mi ero assolutamente dimenticata dello scopo della mia presenza lì, per cui mi faccio prendere assolutamente alla sprovvista.

- S-sì. L'eurocentrismo.
- Bellissimo, bellissimo! Ottimo argomento, ottima scelta! Le va bene un 25?
- Prego?
- Mi dia il Suo libretto.

Glielo porgo, senza capire.

- Grazie, buona giornata, mi chiami dentro il prossimo.

sabato 17 novembre 2012

Valigie, bora e meraviglia

Pubblicato da Psy alle 23:57 2 commenti
Dopo un anno di vagabondaggio lavorativo, la pacchia è finita. Era giunto il momento di fare una scelta, quella definitiva. Le idee su cosa fare della mia vita erano poche, ma ben confuse. Avrei voluto proseguire gli studi, ma che cosa fare e dove erano quesiti a cui non trovavo risposta.
Vorrei poter dire che la mia sia stata una scelta razionale, ma sarei una gran bugiarda. È stata proprio una scelta di pancia, di quelle che, pensandoci a posteriori, hanno un sacco di motivi di esistere, ma nessuno di essi è stato quello decisivo, perché il vero motivo è stato il suono rassicurante del cellulare quando non sapevo esattamente cosa fare. All'improvviso, quando iniziavo a disperare, quei 2,5 pollici di schermata sembravano racchiudere la chiave dell'intero universo.
Meno di un'ora dopo, avevo già avvertito parenti e amici e mentalmente preparavo le valigie, raccoglievo le idee, organizzavo le ultime cose da fare. Passate due settimane, scesi dal treno, arrivata a Trieste, pronta per iniziare la mia nuova vita universitaria.
Se ve lo state chiedendo (chi non lo sa già), sì, il mio migliore amico, quello famoso di cui in (quasi) tutti i post precedenti, studia qui, ma naturalmente si tratta di una semplice coincidenza.

Amo questa città, amo la mia nuova facoltà, amo le cose che faccio. È stata la migliore scelta di sempre e tutto grazie ad un semplice SMS con scritto...

A parte il fatto che non ho il micropene...

Scritto da Lui, ovviamente, ma questo lo sapevate già.
 

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